14 Settembre 2016
10:13

Batteri e virus non possono causare il morbo di Alzheimer

Trovata correlazione tra alcuni microbi intestinali e morbo di Alzheimer. Si riapre la discussione circa un’origine infettiva della malattia. Gli autori dello studio negano un rapporto di causa-effetto.
A cura di Juanne Pili

I ricercatori dell'Irccs Fatebenefratelli di Brescia hanno individuato alcuni specifici microbi intestinali responsabili di alcune infiammazioni nell'organismo. I risultati di questo studio sono stati pubblicati su Neurobiology of Aging, ad opera di Giovanni Frisoni e Annamaria Cattaneo.

Proteine coinvolte. Le alterazioni provocate da questi microbi sarebbero dovute all'azione di due proteine: Amiloide e Tau. Queste sostanze vengono prodotte solitamente dal cervello, il loro eccesso causa una degenerazione dei neuroni, portando alla perdita di memoria che caratterizza l'Alzheimer. Ad essere precisi le alterazioni infiammatorie risultano correlate con depositi di Amiloide e Tau; questo non significa che siano una causa, anzi è molto probabile – stando alle conoscenze attuali – che ne siano la conseguenza. Lo precisa lo stesso Frisoni.

Il nostro studio … non porta a dire che il morbo di Alzheimer è causato da batteri dannosi nell'intestino, ma che lo studio dell'interazione tra microbi intestinali e cervello è un percorso di ricerca che merita di essere ulteriormente esplorato.

Non sarebbe la prima volta che si fa confusione, come nel caso della correlazione tra Herpes e Alzheimer. Lo stesso discorso vale anche per il collegamento col batterio Chlamydia Pneumoniae, responsabile della polmonite. Una ulteriore confusione può essere data dal concetto di "vaccino" associato al morbo; nel senso comune sta ad indicare un virus da sconfiggere, in realtà quello che si studia attualmente servirà a bloccare la sintesi della proteina beta-amiloide.

La moda dei microbioti. L'incremento notevole nella nostra epoca di pubblicazioni peer-review non rende la comunità scientifica immune dal seguire varie mode. Il microbiota è una di queste. Più che di causa si potrebbe parlare di "fattore di rischio", come ci spiega anche Gaetano Pezzicoli, autore e consulente di Debunking.it per le bufale mediche. La differenza è notevole, perché si parla di agenti che possono aggravare la situazione già in corso, che magari ha reso l'ambiente più appetibile affinché questi si manifestino. Gli avvoltoi non cacciano le persone, ma la loro presenza potrebbe indicare che c'è un moribondo nei paraggi.

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