La trasmissione del coronavirus SARS-CoV-2 attraverso le lacrime e altre secrezioni oculari dei bambini positivi è possibile, tuttavia si tratta di una eventualità “particolarmente bassa”. A sottolinearlo i ricercatori dell'Ospedale Bambino Gesù di Roma, dopo aver condotto un'indagine ad hoc su 27 pazienti in età pediatrica ricoverati presso il Centro Covid di via Torre di Palidoro tra il 16 marzo e il 15 aprile, nel periodo di massima criticità della pandemia in Italia.

A guidare lo studio una squadra del Dipartimento di Oftalmologia dell'IRCCS del Vaticano, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi del Dipartimento di Pediatria e dell'Unità di Infezione Perinatale e Malattie Infettive Congenite. Gli scienziati, coordinati dalla professoressa Paola Valente, hanno voluto valutare le manifestazioni oculari legate alla COVID-19, l'infezione causata dal patogeno emerso in Cina, pertanto hanno coinvolto solo bambini che al momento dell'ammissione all'ospedale le presentavano. La congiuntivite è uno dei possibili “segni” innescati dal SARS-CoV-2.

Tutti i partecipanti sono stati sottoposti a tamponi congiuntivali e rino-faringei ogni 2-3 giorni, fino alle dimissioni. Dalle indagini è emerso che 4 piccoli pazienti (il 15 percento del totale) erano asintomatici; 15 (56 percento) avevano sintomi respiratori e 8 (30 percento) avevano sintomi gastrointestinali. Al secondo tampone 7 bambini sono risultati negativi. La professoressa Valente e i colleghi hanno osservato “manifestazioni oculari coerenti con una lieve congiuntivite virale” in 4 pazienti. Tracce del virus attraverso un tampone congiuntivale sono state rilevate soltanto in 3 bambini, dei quali due senza sintomi di infezione oculare. I tre piccoli sono diventati tutti negativi nel giro di 1 o 2 test. Nel comunicato stampa dell'ospedale, gli autori dello studio sottolineano che “il virus sopravvive molto di più nelle cavità nasofaringee (naso e bocca) che nelle secrezioni oculari”.

Alla luce di questi risultati, “la possibilità che un bambino positivo al Covid-19 infetti un’altra persona, direttamente o indirettamente, attraverso le lacrime è particolarmente bassa”. Tuttavia essa potrebbe avvenire anche da pazienti "senza apparente coinvolgimento oculare". Per quanto riguarda la congiuntivite, il decorso della malattia nei piccoli “è stato particolarmente benigno e rapido”, così come avvenuto per gli altri sintomi. Del resto è noto che i bambini si ammalano meno di COVID-19, pur essendo stati registrati diversi casi gravi e anche alcuni decessi. I dettagli della ricerca “Ocular manifestations and viral shedding in tears of pediatric patients with coronavirus disease 2019: a preliminary report” sono stati pubblicati sulla rivista scientifica specializzata Journal of American Association for Pediatric Ophthalmology and Strabismus. In precedenza gli scienziati dell’Istituto Nazionale Malattie Infettive (INMI) “Lazzaro Spallanzani” IRCCS di Roma avevano determinato che la COVID-19 può essere diffusa attraverso le secrezioni oculari della congiuntivite.