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Sulla barba non mancano i voli di fantasia, c’è anche chi – come l’avvocatessa Angela Garvin – suggerisce alle donne di farsi la barba come metodo antirughe. Ma quel che più ci preme raccontarvi è la leggenda della barba quale ricettacolo di batteri fecali: un buon esempio di come a partire dal fraintendimento di sparuti studi reali si possa arrivare – come nel gioco del telefono – a concepire narrazioni che approdano verso lidi altrimenti impensabili.

Come ci arriverebbero i batteri fecali fino a lì? Per quale motivo questo non riguarderebbe anche testa e ascelle resta un mistero. Del caso si occupò persino il Guardian. Da certi studi male interpretati ai batteri fecali nella barba, ci si arriva mediante la bufala in base al quale un Wc sarebbe più igienico della barba di un hipster. Questa tappa a sua volta è imparentata – come in una curiosa linea epigenetica del mito urbano – con la vexata quaestio (almeno in America) dei batteri fecali nello spazzolino da denti. I MythBusters da buoni debunker sperimentali raccolsero campioni nel bagno della loro officina, uno anche dalla tavoletta del Wc. Sorprendentemente constatarono, mediante analisi in laboratorio, che effettivamente parecchi oggetti di uso quotidiano presenti nei nostri bagni, inclusi gli spazzolini, presentavano batteri fecali, ma la tavoletta del Wc ne aveva infinitamente meno. Questo molto banalmente si spiega col fatto che i prodotti usati per pulire il Wc sono molto più potenti e frequentemente usati, mentre solitamente non ci mettiamo a trattare in modo particolare lo spazzolino come altri oggetti del bagno.

Studi in merito non ne esistono proprio. Uno pubblicato sulla rivista Anaesthesia in realtà cerca di verificare se i peli del viso hanno qualche effetto preventivo nella trasmissione dei batteri, mediante le mascherine usate in chirurgia. Secondo la ricerca chi porta la barba respingerebbe più batteri rispetto a chi è prefettamente rasato. Tuttavia il campione preso in esame non contava più di dieci persone per categoria. Piuttosto poco per poterlo ritenere uno studio significativo. Sul Journal of hospital infection è stato pubblicato uno studio analogo in cui si cerca di capire come i peli del viso possano incoraggiare o meno la presenza di potenziali patogeni, compresi i batteri fecali. Anche in questo caso si è concluso che la barba riduce notevolmente il rischio di attirare batteri, specialmente quelli resistenti agli antibiotici. Stessi risultati sono stati riscontrati anche sugli operatori sanitari, il che corroborerebbe lo studio precedente.

Si arriva alla ricerca di una giornalista televisiva del New Mexico che aveva raccolto tamponi passati sulla barba di alcuni soggetti, facendoli poi analizzare da un microbiologo. Potremmo a questo punto accettare senza ansia l’eventualità che la barba, come lo spazzolino, possa risultare relativamente più “sporca” di un bagno pubblico. Ed effettivamente la cosa è del tutto normale. Piuttosto per “bagno pubblico” si intende un locale tenuto igienico secondo tutti i crismi.

La barba nostra alleata contro i batteri. Nell’intento di smontare le bufale contro la barba uno scienziato è pervenuto ad una nuova scoperta. Si chiama Adam Roberts e proprio grazie alla barba è riuscito a scoprire venti ceppi fino ad allora sconosciuti, capaci di uccidere batteri e lieviti. Questo potrà certamente essere d’aiuto nella lotta contro le infezioni resistenti ai farmaci.