Balenottera azzurra. Credit: Mike Johnson/Dipartimento dell’Ambiente e dell’Energia australiano
in foto: Balenottera azzurra. Credit: Mike Johnson/Dipartimento dell’Ambiente e dell’Energia australiano

Per la prima volta gli scienziati sono riusciti a registrare il battito cardiaco di una maestosa balenottera azzurra (Balaenoptera musculus), l'animale più grande mai esistito sulla Terra. I dati ottenuti sulla frequenza sono stati incredibilmente significativi, in particolar modo per comprendere i limiti biologici relativi alle dimensioni degli animali. La frequenza minima è risultata essere di appena due battiti al minuto, verificatasi quando il cetaceo si è immerso nel profondo blu per andare a caccia; la massima è stata invece di 37 battiti al minuto, rilevata nel momento in cui la balena è riemersa in superficie per respirare.

Balenottera azzurra in immersione alle Azzorre. Credit: Andrea Centini
in foto: Balenottera azzurra in immersione alle Azzorre. Credit: Andrea Centini

A misurare la frequenza cardiaca del mammifero marino è stato un team di ricerca americano guidato da scienziati della Hopkin Marine Station della prestigiosa Università di Stanford, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi della Cascadia Research Collective, dell'Istituto di Scienze Marine presso l'Università della California di Santa Cruz e della Scripps Institution of Oceanography dell'Università della California di San Diego.

L’applicazione del dispositivo sul cetaceo. Credit: GOLDBOGEN LAB / DUKE MARINE ROBOTICS E REMOTE SENSING LAB; AUTORIZZAZIONE NMFS 16111
in foto: L’applicazione del dispositivo sul cetaceo. Credit: GOLDBOGEN LAB / DUKE MARINE ROBOTICS E REMOTE SENSING LAB; AUTORIZZAZIONE NMFS 16111

Gli scienziati, coordinati dal dottor Jeremy Goldbogen, biologo marino dell'ateneo di Pacific Grove, per riuscire nell'impresa hanno messo a punto un dispositivo con sensori da agganciare vicino alla pinna pettorale sinistra dell'animale. Non sapevano se avrebbe funzionato correttamente fin quando non sono riusciti ad applicarlo, attraverso una procedura del tutto innocua per il cetaceo (è stato portato in posizione con una lunga asta e agganciato alla pelle della balene grazie a quattro ventose).

Dopo aver recuperato il dispositivo, che si è sganciato autonomamente dopo un certo periodo, lo studioso Paul Ponganis ha analizzato accuratamente i segnali captati fin quando non è riuscito a isolare quelli provenienti dal cuore della balena. Come indicato, la frequenza cardiaca del cetaceo ha iniziato a rallentare al momento dell'immersione, raggiungendo un minimo medio di 4-8 battiti al minuto e un minimo massimo di soli 2 battiti al minuto. Quando la balena è riemersa è stata rilevata una frequenza cardiaca in un intervallo compreso tra i 25 e i 37 battiti al minuto.

La frequenza cardiaca della balenottera azzurra. Credit: Alex Boersma
in foto: La frequenza cardiaca della balenottera azzurra. Credit: Alex Boersma

Per fare un paragone, quella di un essere umano è normalmente compresa tra i 60 e i 100 battiti al minuto, con picchi che possono arrivare a 170/200 battiti al minuto per atleti e piloti di Formula 1/MotoGP. Piccoli mammiferi come i toporagni possono invece arrivare a mille battiti al minuto. Ne consegue che, dal punto di vista biologico, per dimensioni maggiori è più vantaggioso avere una frequenza cardiaca più bassa.

Balenottera azzurra alle Azzorre. Credit: Andrea Centini
in foto: Balenottera azzurra alle Azzorre. Credit: Andrea Centini

Per quanto concerne la balenottera azzurra, la frequenza minima rilevata è stata del 30-50 percento più bassa rispetto al dato atteso. Secondo gli autori dello studio, sulla Terra non è esistito un animale più grande della balenottera azzurra (che può superare i 30 metri di lunghezza per 200 tonnellate di peso) perché il fabbisogno energetico di un corpo più grande sarebbe superiore a quello che un cuore riesce a sostenere. In altri termini, più grandi di così non si può, e infatti nemmeno i dinosauri superavano nella “taglia” le maestose balenottere azzurre. Per sostenere due soli battiti cardiaci al minuto, suggeriscono i biologi marini, probabilmente la balenottera azzurra possiede un arco aortico elastico, che si contrae lentamente dopo il battito per mantenere costante il flusso sanguigno all'interno dell'enorme organismo. I dettagli dell'affascinante ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica PNAS.