aumentano le diagnosi di tumore al seno per le giovani donne

I dati relativi ai casi di tumore al seno registrati tra il 1976 e il 2009 sembrerebbero suggerire un aumento delle diagnosi che avrebbe interessato la fascia d'età compresa tra i 25 e i 39 anni: sono queste le conclusioni dei ricercatori americani che hanno analizzato le informazioni provenienti dal SEER (Surveillance, Epidemiology and End Results) del National Cancer Institute che raccoglie statistiche sul cancro relative al 28% della popolazione degli Stati Uniti.

I risultati del lavoro, pubblicati su The Journal of the American Medical Association, sono ben lungi dal costituire una assoluta verità: saranno infatti necessarie molte ricerche per verificarne l'attendibilità, come hanno sottolineato gli stessi autori che, oltretutto, evidenziano che al momento è anche impossibile riuscire ad individuare una eventuale causa del fenomeno. Esperti del settore che non hanno partecipato allo studio, infatti, hanno invitato alla cautela per evitare di dare vita ad un vero e proprio allarme, magari destinato a rientrare con un secondo e più accurato esame dei dati.

rebecca johnson

Negli Stati Uniti, l'incidenza di tumore al seno sulle giovani donne sarebbe passata dall'1.53 su 100 000 del 1976 al 2.90 su 100 000 del 2009: un incremento dell'1.37% dei casi che, in numero di pazienti colpiti dalla neoplasia, si traduce nelle 250 diagnosi nel 1976 contro le 800 del 2009. Si potrebbe obiettare che si tratta di una piccola differenza ma il dato resta statisticamente rilevante, soprattutto se si considera che il cancro alla mammella è effettivamente assai poco comune in giovane età. Per quel che concerne sempre gli Stati Uniti, soltanto nell'1.8% dei casi la diagnosi interessa donne di età compresa tra i 20 e i 34 ed appena il 10% delle pazienti ha tra i 35 e i 44 anni. Tuttavia va ricordato come, benché rara, questa forma di tumore tenda ad essere assai più aggressiva (e mortale) tra le giovani donne piuttosto che tra quelle di età avanzata. Anche su questo i ricercatori non sono in grado di fornire una spiegazione sicura ed univoca.

Il dottor Archie Bleyer, ricercatore presso il Knight Cancer Institute della Oregon Health and Science University di Portland, tra i firmatari dello studio che è stato guidato da Rebecca Johnson del Seattle Children’s Hospital, ha spiegato come ulteriori verifiche da parte degli scienziati potranno confermare, o eventualmente smentire, un incremento delle diagnosi di tumore tra le giovani donne degli Stati Uniti. Ad ogni modo, questo resta il primo studio ad individuare un risultato del genere e non è escluso che possa aprire la strada ad analisi simili anche negli altri Paesi occidentali.