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Attenzione al ragno violino in Italia: il veleno ‘scioglie’ i tessuti fino all’amputazione

Una panoramica sul famigerato ragno violino, aracnide che vive in Italia e il cui veleno necrotizzante può avere effetti anche piuttosto seri in chi ha la sfortuna di essere morso. Ecco come riconoscerlo, dove si nasconde e quanto il suo morso può essere doloroso e pericoloso per la nostra salute.
A cura di Andrea Centini
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Balzato più volte agli onori della cronaca nazionale, il ragno violino (Loxosceles rufescens) è assieme alla malmignatta o vedova nera mediterranea l'aracnide più velenoso presente nel nostro territorio, e gli effetti del suo morso possono avere conseguenze anche piuttosto serie, soprattutto nei soggetti allergici. Il ragno appartiene alla famiglia Sicariidae, un nome derivato dal termine latino sicarium che tratteggia perfettamente le abilità predatorie dell'animale, il cui veleno con proprietà necrotizzanti immobilizza e uccide rapidamente le prede. Nell'uomo il veleno è responsabile del cosiddetto “loxoscelismo”, ma fortunatamente per noi le condizioni patologiche più gravi sono causate da altre specie (appartenenti allo stesso genere) che in Italia non vivono, come il ragno eremita marrone Loxosceles reclusa. Ecco come riconoscere il ragno violino, dove vive, come si comporta e quali sono le conseguenze del suo morso velenoso.

Sei occhi e una macchia inconfondibile

Il ragno violino, come moltissime altre specie di aracnidi, presenta dimorfismo sessuale, ovvero una differenza nell'aspetto tra maschi e femmine, ma in questo caso specifico esso si limita alle dimensioni. La femmina ha il corpo lungo circa otto millimetri che con le lunghe e sottili zampe può arrivare sino a cinque centimetri; il maschio è un po' più piccolo, mentre la colorazione è uniforme e tendente al marroncino-giallognolo. L'animale non presenta striature e la peluria sul corpo è piuttosto limitata. Le caratteristiche più interessanti per il riconoscimento visivo risiedono nel numero degli occhi, ovvero sei contro gli otto della maggior parte degli altri ragni, ma soprattutto nella macchia a forma di violino sul dorso (cefalotorace), alla quale si deve il suo nome comune. La macchia, tuttavia, non sempre ricorda con precisione quella dello strumento musicale.

Nascosto e al buio

Come altre specie di artropodi il ragno violino non è un amante della luce (tecnicamente si definisce lucifugo) ed è per questo che la maggior parte dei morsi all'uomo avviene di notte. Vive in fori all'interno della corteccia degli alberi o sotto i sassi, ma apprezzando le temperature miti non di rado si sposta all'interno delle abitazioni, passando attraverso intercapedini di porte e finestre o condotti d'aerazione. Una volta dentro casa diventa pericoloso poiché potrebbe infilarsi sotto le coperte del letto, in mezzo ai vestiti, negli scatoloni o dentro le scarpe, ed è per questa ragione che se si è a conoscenza di infestazioni nei pressi della propria casa è sempre bene prendere precauzioni, come usare dei guanti per tirar fuori le scarpe dai cassetti o scuotere bene le lenzuola prima di andare a riposare.

Timido ma non troppo

Pur essendo un ‘sicario', un predatore implacabile contro le proprie prede, generalmente formiche, altri ragni e scarafaggi, il ragno violino non è aggressivo, anzi, è molto timido e tende a nascondersi o a scappare quando avvicinato dall'uomo. Ciò nonostante, è pronto a difendersi con il morso quando viene messo alle strette, magari schiacciato dal peso del corpo sotto le coperte o infastidito con le mani dentro un paio di scarpe tirate fuori per il cambio di stagione. Il ragno violino, pur facendo una ragnatela grigiastra, preferisce catturare attivamente le proprie prede e se ne allontana di frequente. Non disprezza gli insetti morti ed è anche per questo che si avventura nelle abitazioni.

Un veleno da non sottovalutare

Nel caso in cui si venisse morsi, bisogna essere doppiamente sfortunati per subire gli effetti del loxoscelismo, poiché si stima che il ragno violino inoculi il veleno solo nel 40 percento dei casi. Anche il morso potrebbe non essere doloroso e molto spesso le vittime umane si accorgono in ritardo di essere entrate in contatto con l'animale, quando l'area colpita diventa pruriginosa e successivamente dolorosa. La pelle si arrossa e diventa molle, emergono piccole bollicine e nei casi più seri si avvia il processo necrotizzante dei tessuti, a causa della miscela di enzimi tossici che il ragno utilizza per ‘sciogliere' le proprie prede dall'interno. Le lesioni necrotiche possono essere piuttosto estese e richiedere la rimozione del tessuto morto o addirittura l'amputazione dell'arto colpito. Nei soggetti più sensibili, tra gli altri sintomi si segnalano brividi, febbre, dolori muscolari e una sensazione generale di malessere. Quando si viene morsi è importante rivolgersi al più presto al supporto sanitario.

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Immagine di Miguel Alonso

[Foto di Luis Fernandez Garcia]

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