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Una scoperta da eruditi, non c'è che dire; ma che, senz'altro, avrà placato la curiosità di qualche astronomo appassionato di letteratura e, in particolare, affezionato al romanzo scritto dall'inglese Mary Shelley all'età di appena 19 anni, che avrebbe terrorizzato intere generazioni: Frankenstein. Indimenticabile, entrato nella cultura popolare grazie alla figura di quella creatura che, all'alba del XIX secolo, incarnava tutti i timori relativi al progresso, Frankenstein continua ad essere una storia fortemente presente nell'immaginario occidentale, grazie anche a numerosi film che hanno narrato la storia di quello scienziato che creò "il mostro".

L'astronomo Donald Olson della Texas State University in San Marcos, ha guidato la ricerca sulle tracce di Mary Shelley. Il professore non è nuovo a questo genere di "indagini": in passato ha già fatto ricorso a tabelle astronomiche e punti geografici di riferimento per determinare date, ore e luoghi di alcuni quadri dipinti da Vincent Van Gogh ed Edvard Munch.

In questo caso è bastato seguire le indicazioni dell'autrice, la quale narrò di aver ricevuto l'ispirazione durante un sogno fatto in dormiveglia tra le due e le tre del mattino del 16 di giugno; l'anno era il 1816, l'estate era particolarmente tempestosa e la giovanissima scrittrice si trovava in una villa sul Lago di Ginevra assieme alla sorellastra, al suo futuro marito, a Lord Byron e al medico di quest'ultimo, John Polidori, anch'egli autore di un romanzo che avrebbe dato i natali ad un intero genere: Il vampiro. Fu il poeta George Byron a suggerire l'idea di inventare delle storie di fantasmi, per passare il tempo mentre gli acquazzoni si susseguivano all'esterno.

Gli astronomi dell'università del Texas si sono così recati in Svizzera, proprio in quella villa che è ancora di proprietà privata, per scoprire dove e quando il raggio di luna avrebbe colpito la finestra della stanza di Mary Shelley, penetrando attraverso le persiane, come lei stessa riferisce; per fare questo anche il terreno ed il clima sono stati accuratamente analizzati. La conclusione è stata data con una certa sicurezza: non erano ancora le due quando quella fanciulla, nel cuore della notte, sognò il mostro creato da un uomo che voleva essere un Dio. Olson ha rivelato che per ben 15 anni ha inseguito il tentativo di ricreare quella notte magica: a buon diritto, ora, può dire di esserci riuscito. (fonte The Guardian)