Dalle profondità di un tratto inesplorato dell'Oceano Indiano sono emerse almeno 12 nuove specie di crostacei, alcune delle quali con un aspetto sorprendentemente bizzarro. Le hanno scoperte gli scienziati dell'Indonesian Institute of Sciences (LIPI) e dell'Università Nazionale di Singapore (NUS), che tra il mese di marzo e quello di aprile hanno esplorato circa 2.200 chilometri di mare, da Muara Baru (Indonesia) dove sono salpati a bordo della nave da ricerca scientifica Baruna Jaya VIII, sino a Cilacap (sud di Giava) e ritorno. Gli studiosi impegnati nella missione chiamata “The South Java Deep-Sea Biodiversity Expedition 2018” sono stati ben 31, e in due settimane di navigazione hanno raccolto ben 12mila esemplari, appartenenti a 800 specie di spugne, stelle di mare, pesci, meduse, molluschi, vermi e diversi crostacei.

A stupire i biologi coordinati dal professor Peter Ng, direttore del Museo di Storia Naturale ‘Lee Kong Chian' dell'Università Nazionale di Singapore, sono stati proprio granchi, gamberi, aragoste e altri crostacei, dato che sono state individuate diverse specie completamente sconosciute alla scienza. La ragione per l'inedita biodiversità l'ha spiegata lo stesso professor Ng: “Questa è una parte dell'Oceano Indiano che non era mai stata campionata per gli animali di acque profonde – ha dichiarato il docente -, quindi non sapevamo davvero cosa avremmo trovato”. “Siamo rimasti molto sorpresi dai risultati”, ha aggiunto con entusiasmo Ng.

Tra le specie scoperte più curiose c'è un granchio che è stato chiamato “grandi orecchie”, a causa di due curiose escrescenze che proteggono i suoi delicati occhi. Come altri crostacei, questa specie raccoglie conchiglie, sassi e altri detriti e li piazza sul suo carapace per mimetizzarsi sul fondo marino. Un altro granchio è stato invece chiamato “spiky” a causa delle strutture spinose presenti su tutto il corpo. Entrambi i granchi dovrebbero appartenere al genere Rochinia, che attualmente comprende 30 specie.

Tra gli altri animali che hanno colpito gli scienziati ci sono un'elegantissima aragosta con un tema a strisce bianche e rosse, un'enorme “blatta di mare” (un altro crostaceo) lunga ben 30 centimetri e un paguro eremita con brillanti occhi verdi. Ritenute particolarmente interessanti anche piccole stelle marine che vivono a contatto col legno tra i 500 e i 1200 metri di profondità e un'affascinante spugna a forma di tulipano.

La spedizione, considerata un vero successo dal punto di vista della biodiversità rilevata, non è stata affatto semplice, dato che le mappe a disposizione degli studiosi contenevano diversi errori e molto materiale è andato perduto o danneggiato sui fondali. Nonostante gli inconvenienti, sono stati raccolti così tanti campioni che per classificarli tutti secondo il professor Ng ci vorranno almeno due anni.

[Credit: South Java Deep Sea Expedition]