Credit: Solar Dynamics Observatory/spaceweather.com
in foto: Credit: Solar Dynamics Observatory/spaceweather.com

Nella notte tra il 6 e il 7 marzo si è verificata una stranissima eclissi parziale di Sole osservabile soltanto dall'orbita terrestre, con la Luna protagonista di un doppio passaggio sul disco della nostra stella, prima in avanti e poi indietro. L'evento, che ha oscurato l'82 percento del Sole e che è durato in tutto 4 ore, è stato immortalato dal telescopio spaziale SDO (Solar Dynamics Observatory) della NASA; il video è stato condiviso sul sito spaceweather.com dall'astronomo Tony Phillips. Ecco l'animazione accelerata del curioso fenomeno.

Effetto ottico. Ma com'è possibile che la Luna possa compiere un simile passaggio innanzi al Sole? Semplicemente, non è possibile. Quello che avete appena osservato è infatti un effetto ottico, legato alla meccanica orbitale degli oggetti (celesti e non) coinvolti. In parole semplici, sia il telescopio spaziale lanciato nel 2010 per studiare il Sole che la Luna orbitano attorno alla Terra, ma non lo fanno con la stessa velocità. Il Solar Dynamics Observatory viaggia infatti a 3 chilometri al secondo, mentre il nostro satellite sfreccia a 1 chilometro al secondo, dunque il primo è molto più veloce della seconda. Per questa ragione che il telescopio ha sorpassato la Luna due volte, prima in una direzione, e poi, durante l'eclissi, nell'altra, regalandoci l'effetto ottico come spiegato dal dottor Phillips.

Immagini preziose. Oltre ad essere curioso e interessante, il video catturato dal telescopio spaziale della NASA è anche estremamente prezioso per gli scienziati che studiano il Sole. Dal dettaglio dei bordi del disco lunare, infatti, si può capire quanto sono precisi il filtro e l'ottica del telescopio, che possono essere così calibrati alla perfezione al fine di ottenere immagini della stella molto più nitide. Se osservate attentamente il disco lunare potete notare irregolarità nella circonferenza, dovute alla presenza delle catene montuose che vengono retroilluminate dal plasma solare. È proprio dalla precisione di questi dettagli che si può capire quanto è ben calibrata l'ottica del Solar Dynamics Observatory.