Un carcinoma polmonare è stato rimosso da una paziente in gravi condizioni grazie a un intervento rivoluzionario, reso possibile dal contributo di due tecnologie all'avanguardia: un modello tridimensionale del polmone ricostruito al computer (a partire da scansioni ad altissima risoluzione) e il sistema di chirurgia robotica DaVinci Xi, fiore all'occhiello delle sale operatorie più avanzate. L'operazione, eseguita presso il reparto di Chirurgia toracica dell'Ospedale Molinette di Torino, è “tecnicamente riuscita”, e la paziente – una donna di 75 anni – è stata dimessa dopo soli quattro giorni.

Come spiegato dagli specialisti guidati dal professor Enrico Ruffini, primario del reparto di chirurgia toracica del nosocomio piemontese, l'asportazione standard della massa tumorale non era praticabile; per la posizione complicata del carcinoma, le condizioni generali della paziente e la ridotta capacità respiratorie. Pertanto i medici hanno deciso di avvalersi del supporto della tecnologia, con l'obiettivo di condurre un intervento di massima precisione chirurgica, rimuovendo soltanto il tessuto malato e riducendo al minimo i rischi operatori.

I chirurghi si sono avvalsi di un modello del polmone ricostruito in 3D, grazie a un software sviluppato dall'azienda di Torino Medics3D. In parole semplici, attraverso le scansioni ad altissima risoluzione delle TAC è stata ottenuta una versione virtuale (poligonale, in tre dimensioni) dell'organo della donna. Applicando questa versione virtuale nei visori del robot DaVinci Xi, durante l'operazione i medici hanno avuto innanzi agli occhi sia il polmone reale che quello virtuale, e grazie alle indicazioni derivate da quest'ultimo sono riusciti a incidere con precisione millimetrica il tessuto malato e a rimuoverlo. “L'intervento ha permesso di offrire alla paziente una procedura chirurgica oncologicamente radicale senza però compromettere la funzionalità respiratoria”, scrivono gli esperti delle Molinette.

Circa due anni fa la tecnologia 3D aveva permesso ai neurochirurghi dell'ospedale pediatrico Meyer di Firenze di rimuovere un tumore alla base cranica di una sedicenne, sempre con la massima precisione e in assoluta sicurezza. È stata utilizzata anche per stampare protesi di vario tipo, come vertebre e ossa del ginocchio, ma anche orecchie, vasi sanguigni e persino un cuore. Nella maggior parte dei casi si tratta di prototipi sperimentali, ma la tecnologia 3D rappresenta una nuova e virtuosa frontiera, come dimostra il caso della donna operata alle Molinette di Torino. A intervenire direttamente sulla paziente sono stati i due chirurghi Paris Lyberis e Francesco Guerrera, col supporto dell'anestesista Saverio Maietta e di infermieri specializzati per l'unità di chirurgia robotica.