Le fondamenta di Asgardia, la prima “nazione spaziale” dell'umanità, hanno lasciato la Terra per raggiungere le stelle, a bordo di un satellite grande quanto una scatola di biscotti. È il primo passo concreto, per quanto simbolico, verso la realizzazione di un sogno: il libero accesso allo spazio per tutta l'umanità, la creazione di una “terra di nessuno” democratica, dove i vincoli e le leggi terrestri, ma soprattutto i rigidi confini fra i popoli, non hanno alcun valore. Un luogo dove rifugiarsi, tutti con gli stessi diritti, nel giorno in cui la Terra non sarà più abitabile, senza dover sottostare ai protocolli militari delle poche superpotenze mondiali che attualmente accedono allo spazio.

Asgardia è stata fondata nel 2016 per volontà dello scienziato e miliardario russo Igor Ashurbeyli, a capo dell'Aerospace International Research Center di Vienna, ma solo oggi, con la partenza del cosiddetto “nucleo fondatore” verso lo spazio, si può dire che sia effettivamente nata. Il satellite con 500 GigByte di dati, tra i quali la costituzione, le insegne e gli estremi di decine di migliaia di ‘asgardiani', è decollato domenica 12 novembre dalla Wallops Flight Facility della NASA (Virginia) a bordo di una navetta Cygnus, e al momento è in viaggio verso la Stazione Spaziale Internazionale assieme ai rifornimenti per gli astronauti. Qui il satellite riposerà per un mese, e quando la navetta verrà sganciata dalla ISS, prima di disintegrarsi nell'atmosfera terrestre lo rilascerà nell'orbita prevista, dove rappresenterà il "primo mattone" di Asgardia.

Tutti possono diventare suoi cittadini della nazione spaziale, e ora che la costituzione è fra le stelle gli ideatori del visionario progetto sono pronti a chiedere il riconoscimento ufficiale alle Nazioni Unite, attraverso una proposta che verrà avanzata nel 2018. Le possibilità che venga accolta sono nulle, del resto esistono centinaia di “nazioni” fittizie basate su presupposti analoghi, tuttavia Asgardia è la prima completamente localizzata nello spazio, un ‘posto' dove in futuro saremo costretti a rifugiarci. Per la fine delle risorse sulla Terra, perché distruggeremo il nostro pianeta, o semplicemente perché il Sole è destinato a espandersi e spegnersi tra una manciata di miliardi di anni. L'umanità, se vorrà sopravvivere, sarà dunque obbligata a raggiungere lo spazio, e Asgardia si prefigge di unirla "rendendola trans-etnica, transnazionale, transreligiosa, etica e pacifica, basandosi sull'uguaglianza e la dignità di ogni essere umano". Un sogno, appunto.

[Credit: Asgardia]