Batteri sempre più resistenti, perché in continua evoluzione di fronte alla battaglia mossa loro da antibiotici ingeriti con troppa, troppa facilità. Da tempo infettivologi ed istituzioni invitano i cittadini a non eccedere nell'uso degli antibiotici, la cui assunzione, comunque, è spesso il suggerimento di dottori che prescrivono medicinali con troppa generosità. Il risultato è la crescita di microrganismi patogeni sempre più "forti" di fronte ai quali diventa sempre più difficile trovare poi l'antibiotico "adatto".

Da qualche anno si parla di "era post-antibiotica", nella quale torneremmo per certi versi all'epoca che precede quella di Alexander Fleming, lo scopritore della penicillina grazie cominciò appunto l'era antibiotica. Un nuovo grido d'allarme viene ora lanciato dalla Società europea di Microbiologia clinica e malattie infettive (Escmid) che da Copenhagen parla di "Armageddon degli antibiotici" intorno al 2050, periodo nel quale la situazione potrebbe diventare incontrollabile e si tornerà a morire per batteri comuni. I decessi ammonteranno a 10 milioni l'anno e i paesi più coinvolti saranno Italia, Grecia e Spagna.

Proprio l'Italia è uno dei paesi in cui il ricorso agli antibiotici è più frequente, usati per combattere talvolta malattie non originate da infezioni batteriche. La campagna contro l'uso irresponsabile di questi medicinali sembra aver prodotto risultati positivi nel nostro paese, poiché nel 2014 se ne è registrato un calo dei consumi. Giuseppe Cornaglia, direttore affari istituzionali dell’Escmid, ha spiegato all'AdnKronos che

Sono 40 anni che cerchiamo di denunciare il pericolo di un abuso di antibiotici ma si sono continuati ad usare in modo inappropriato: la curva delle resistenze va sempre a salire e quella degli antibiotici scende drammaticamente, per cui il risultato è tragico. L’allarme è reale diventerà difficilissima la normale chirurgia, il cui progresso è stato legato alla lotta alla sepsi proprio con gli antibiotici, ma se il chirurgo non può controllare un’infezione, anche un’operazione banale diventa problematica. Ma dobbiamo preoccuparci anche delle donne che hanno una cistite ricorrente e sempre meno la dominano con l’antibiotico. O delle laringiti che sono diventate molto più difficili da combattere rispetto a qualche anno fa.