Creato in laboratorio un antidolorifico rivoluzionario, efficace quanto la morfina ma con un dosaggio cento volte inferiore e soprattutto senza creare dipendenza ed effetti collaterali. Il farmaco sperimentale, attualmente conosciuto con la sigla di AT-121, può inoltre contrastare l'abuso da oppioidi da prescrizione, come ad esempio la buprenorfina, utilizzata come terapia sostitutiva nella dipendenza da oppiacei e analgesico contro il dolore oncologico. Si tratta dunque di un medicinale estremamente promettente, che soprattutto negli Stati Uniti può rappresentare una vera e propria svolta: le overdose fatali, del resto, negli USA sono diventate la principale causa di morte sotto i 50 anni.

A mettere a punto l'AT-121 un team di ricerca internazionale guidato da studiosi della Scuola di Medicina Wake Forest, che hanno collaborato con i colleghi del Dipartimento di Farmacologia presso l'Università di Wakayama (Giappone), con l'azienda Astraea Therapeutics e con il Centro Medico Hefner per i Veterani. Gli scienziati, coordinati dal professor Mei-Chuan Ko, docente presso il Dipartimento di Fisiologia e Farmacologia dell'ateneo americano, hanno progettato il farmaco affinché agisse contemporaneamente su due recettori presenti nel cervello: il recettore mu oppioide, il bersaglio di elezione per oppioidi e antidolorifici, e il recettore nocicettina, che è invece legato alla dipendenza. Dopo averlo sviluppato lo hanno testato con successo sui macachi rhesus (Macaca mulatta), dimostrando la sua notevole efficienza come antidolorifico senza innescare fenomeni di dipendenza. Come indicato, è sufficiente un dosaggio cento volte inferiore a quello della morfina per ottenere lo stesso effetto analgesico.

Nelle scimmie in cui è stato testato, il farmaco è riuscito anche a ridurre il livello di dipendenza da ossicodone, più noto col nome di Depalgos quando associato al paracetamolo. “Questo composto è anche efficace nel bloccare il potenziale di abuso di oppioidi da prescrizione, proprio come fa la buprenorfina per l'eroina, quindi speriamo possa essere usato per trattare il dolore e l'abuso di oppiacei”, ha dichiarato il professor Mei-Chuan Ko. A rendere ancor più interessante l'AT-121, il fatto che non ha innescato problemi cardiovascolari e respiratori che sono invece tipici dei farmaci oppioidi. Gli scienziati sono ottimisti sul prosieguo della ricerca e continueranno a raccogliere dati sulla sicurezza del farmaco, in attesa di presentare i documenti alla FDA e avviare i primi test clinici sull'uomo. I dettagli sul rivoluzionario antidolorifico sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Science Translational Medicine.

[Credit: F1Digitals]