Virus strettamente correlati al coronavirus SARS-CoV-2 sono stati identificati nei pipistrelli e nei pangolini della Thailandia, inoltre grazie a test sierologici e molecolari è stato dimostrato che questi animali sono portatori di anticorpi in grado di neutralizzare il patogeno responsabile della pandemia di COVID-19. Queste scoperte possono essere utili non solo per determinare la storia evolutiva e l'origine del nuovo coronavirus – un team dell'Organizzazione Mondiale della Sanità si trova a Wuhan proprio per far luce su questo mistero – ma anche per contenere il rischio che altri patogeni simili possano compiere il salto di specie (spillover) e dar vita a nuove epidemie. Del resto il SARS-CoV-2 è il terzo coronavirus mortale che in poco meno di 20 anni è riuscito a passare all'uomo, dopo quelli responsabili della SARS e della MERS, e se continueremo a sfruttare la fauna selvatica e a non rispettarla, oltre che a distruggerne gli habitat naturali, fra non molto ci troveremo di nuovo a combattere un altro nemico invisibile.

A scoprire i nuovi coronavirus e gli anticorpi neutralizzanti negli animali thailandesi è stato un team di ricerca internazionale guidato da scienziati del Centro di collaborazione dell'OMS per la ricerca e la formazione sulle zoonosi virali e dell'Università Chulalongkorn di Bangkok, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi del SingHealth Duke-NUS Global Health Institute di Singapore, della Defense Threat Reduction Agency (Virginia), del CSIRO Australian Animal Health Laboratory e di altri istituti sparsi per il mondo. Gli scienziati, coordinati dal dottor Supaporn Wacharapluesadee, membro dell'Emerging Infectious Diseases Health Science Center della Croce rossa thailandese e docente presso la Facoltà di Medicina dell'università di Bangkok, sono giunti alle loro conclusioni dopo aver utilizzato il test di neutralizzazione del virus surrogato SARS-CoV-2 (sVNT) messo a punto all'inizio dello scorso anno da scienziati dell'istituto Duke-NUS all'inizio. “Questa è un'importante scoperta nella ricerca dell'origine di SARS-CoV-2, che è stata resa possibile dalla rapida applicazione di una tecnologia all'avanguardia sviluppata grazie a una collaborazione internazionale trasparente”, ha dichiarato il dottor Wacharapluesadee in un comunicato stampa.

Le sequenze genomiche dei coronavirus associati al SARS-CoV-2 sono state ottenute da cinque esemplari di pipistrello ferro di cavallo acuminato (Rhinolophus acuminatus) che vivevano in una grotta thailandese del Wildlife Sanctuary di Chachoengsao. Quello identificato con la sigla di RacCS203 è strettamente correlato al patogeno RmYN02 trovato in un altro pipistrello a ferro di cavallo (Rhinolophus malayanus) della provincia dello Yunnan, in Cina. Il fatto che coronavirus molto simili circolino in animali che vivono molto distanti indica quanto sia ampio il rischio di un nuovo spillover, se non si cambia immediatamente approccio verso la fauna selvatica. “Il nostro studio ha esteso la distribuzione geografica di coronavirus geneticamente diversi correlati a SARS-CoV-2 dal Giappone e dalla Cina alla Thailandia, su un raggio di 4.800 chilometri. È urgentemente necessaria una sorveglianza transfrontaliera per identificare il virus progenitore immediato del SARS-CoV-2”, ha dichiarato il coautore dello studio Chee Wah Tan, suggerendo che tra questi numerosi patogeni si trova quello da cui è originato il virus pandemico.

Il dottor Wacharapluesadee e i colleghi, sfruttando il test sVNT (cPass) già approvato dalla FDA per andare a caccia di anticorpi neutralizzanti contro il SARS-CoV-2 nel siero umano, hanno dimostrato che sia i pipistrelli che il pangolino hanno immunoglobuline in grado di distruggere il nuovo coronavirus. Questo nonostante il dominio di legame del recettore (RBD) delle proteina S dei virus campionati non si leghi al recettore ACE-2. “Studi come questo sono fondamentali per approfondire la nostra comprensione dei numerosi virus correlati al SARS-CoV-2 che esistono in natura. Questo lavoro è anche tempestivo poiché le indagini sulle origini del SARS-CoV-2 sono in corso e potrebbero fornire ulteriori indizi sull'origine della pandemia. Tali studi svolgono anche un ruolo chiave nell'aiutarci a essere meglio preparati contro future pandemie, in quanto forniscono una mappa più dettagliata delle minacce zoonotiche”, ha dichiarato il professor Patrick Casey dell'istituto Duke-NUS. I dettagli della ricerca “Evidence for SARS-CoV-2 related coronaviruses circulating in bats and pangolins in Southeast Asia” sono stati pubblicati sull'autorevole rivista scientifica Nature Communications.