Il rover sottomarino BRUIE. Credit: NASA/JPL
in foto: Il rover sottomarino BRUIE. Credit: NASA/JPL

Nelle prossime settimane la NASA testerà in Antartide un curioso robot progettato per andare a caccia di vita aliena sotto la superficie dell'acqua. L'obiettivo è verificarne la resistenza in condizioni estreme, oltre che compiere analisi e misurazioni di campioni; qualora dovesse superare questi difficilissimi esami, una versione evoluta del rover – che si chiama Buoyant Rover for Under-Ice Exploration o più semplicemente BRUIE – potrebbe essere inviata in futuro su Europa, uno dei quattro satelliti medicei di Giove, nel cui oceano subglaciale si ritiene probabile la presenza di vita aliena.

Quattro scienziati del Jet Propulsion Laboratory (JPL) della NASA partiranno alla volta della Stazione Casey gestita dalla Australian Antarctic Division (AAD) e installata nel territorio antartico australiano. Qui “metteranno” alla frusta il BRUIE per tre settimane, dopo averlo già testato sia in Alaska che nell'Artico. In Antartide ci sono situazioni più simili a quelle delle lune ghiacciate del Sistema solare, dunque si tratterà di verifiche fondamentali per capire se effettivamente il robot potrà affrontare o meno simili missioni nello spazio. Del resto l'obiettivo è lasciarlo sempre più a lungo in acqua, con sessioni future di svariati mesi.

Ma come funziona esattamente il BRUIE? Come indicato, si tratta di un rover sottomarino, ma non naviga sott'acqua; è progettato per “ancorarsi” tramite galleggiamento alla superficie inferiore dello strato di ghiaccio, sul quale può muoversi grazie a due grosse ruote. Il grande oceano di Europa si trova sotto una spessissima coltre di ghiaccio (anche decine di chilometri), e per immergersi dovrà passare attraverso un lunghissimo tunnel. Anche la creazione di quest'ultimo rappresenta un grosso problema logistico; potrebbe essere prodotto grazie a un altro robot a propulsione nucleare, che attraverso il calore rilasciato scioglierebbe il ghiaccio. Vista l'enorme profondità del tunnel, inoltre, ogni cento metri dovrebbero essere rilasciate delle piccole antenne per trasmettere verso la superficie i dati raccolti dal rover mentre si trova sott'acqua. Sono tutte idee in fase di studio nei laboratori della NASA.

Se il BRUIE “sopravviverà” al test di resistenza antartico, gli scienziati guidati dal dottor Kevin Hand e dall'ingegnere Andy Klesh installeranno su di esso i primi strumenti scientifici, che misureranno salinità dell'acqua, concentrazioni dell'ossigeno disciolto, pressione, temperatura e altri parametri legati alla vita. Il problema è che su corpi celesti come Europa e la luna di Saturno Encelado, altra candidata ad ospitare vita aliena, eventuali microorganismi potrebbero basarsi su principi diversi da quelli terrestri ed essere difficili da rilevare. Il robot sarà naturalmente dotato di luci e telecamere per scattare fotografie. Se tutto andrà secondo i piani, come indicato, in futuro potrebbe essere inviato nello spazio; nel frattempo gli scienziati della NASA e dell'ESA sono impegnati nella progettazione delle missioni Europa Clipper e JUpiter Icy Moons Explorer (JUICE) che studieranno la luna ghiacciata di Giove.