Ricercatori italiani hanno svelato i geni (e annesse alterazioni) implicati nella formazione e nella progressione dell'aneurisma dell'aorta addominale, una dilatazione del tratto addominale dell'aorta – il principale vaso sanguigno del nostro organismo – che in caso di rottura ha spesso esiti fatali, a causa di uno shock emorragico. Soltanto in Italia la malattia – spesso asintomatica fino all'evento drammatico – uccide 6mila persone ogni anno, principalmente uomini con età superiore ai 50 anni. La scoperta di questa vera e propria firma molecolare suggerisce che a scatenare la patologia vi sarebbe una risposta immunitaria anomala; ciò potrebbe aprire le porte a percorsi diagnostici più efficienti e soprattutto a terapie alternative all'intervento chirurgico.

Orgoglio italiano. A scoprire i geni coinvolti nella patologia è stato un team di ricerca italiano composto da studiosi del Centro Cardiologico Monzino IRCCS e dell'Università di Milano, che hanno concentrato i propri studi sul tessuto adiposo (grasso) che circonda l'aneurisma dell'aorta addominale. Il tessuto adiposo perivascolare (quello che circonda i vasi) è notoriamente coinvolto in numerose patologie cardiovascolari, per questo gli scienziati italiani hanno deciso di mettere a confronto i geni di quello che circonda l'aneurisma con quelli del tessuto adiposo sano degli stessi pazienti. Dall'analisi genomica i ricercatori coordinati dal dottor Luca Piacentini, biologo molecolare presso l’Unità di Immunologia e Genomica Funzionale (L.P., E.B., G.I.C.) del Centro Cardiologico Monzino, hanno scoperto l'alterazione nell'espressione di ben 300 geni nel tessuto malato. Maggiore è la progressione della malattia, più numerose e significative sono le alterazioni rilevate nei geni. Ecco perché si tratta di una vera e propria firma molecolare dell'aneurisma dell'aorta, in grado di “fotografarne” l'evoluzione.

I risultati. L'individuazione delle alterazioni in questo gruppo di geni ha suggerito agli scienziati che potrebbe essere proprio una risposta immunitaria anomala nel tessuto adiposo che circonda l'aorta a determinare la formazione e la progressione dell'aneurisma. Queste informazioni aprono le porte a possibili percorsi diagnostici personalizzati più efficienti e anche a terapie alternative a quella chirurgica, ad esempio quella farmacologica in grado di bloccare determinati processi nel tessuto adiposo perivascolare. I dettagli su questa importantissima scoperta sono stati pubblicati sull'autorevole rivista scientifica specializzata Arteriosclerosis, Thrombosis and Vascular Biology.