22 Maggio 2019
17:39

Anche il cielo è a rischio estinzione, ma non lo sappiamo: perché e cosa fare

L’utilizzo improprio ed eccessivo della luce artificiale è responsabile dell’inquinamento luminoso, che ha un impatto estremamente negativo sul cielo stellato poiché “cancella” dalla volta celeste migliaia di stelle. Ma esso si riflette anche sullo spreco di energia, sul nostro sonno e sui ritmi circadiani di specie vegetali e animali. Ecco tutto quello che c’è da sapere su questo preoccupante fenomeno.
A cura di Andrea Centini
Credit: SAM7682
Credit: SAM7682

Un cielo stellato puro, buio, è un patrimonio dell'umanità tutelato dalla Dichiarazione Universale dei Diritti delle Generazioni Future dell'UNESCO (1994), ciò nonostante esso si sta letteralmente estinguendo innanzi ai nostri occhi. Il motivo risiede in un utilizzo sconsiderato delle luci artificiali, responsabili del famigerato inquinamento luminoso. Per comprendere la gravità del problema, è sufficiente fare un piccolo test: se da casa vostra potete ammirare la Via Lattea, allora fate parte del fortunatissimo 25 percento degli italiani che ancora oggi può godere di un simile spettacolo della natura. Per tutti gli altri, semplicemente, l'alone della nostra galassia o è un lontano ricordo del passato oppure “non esiste”, soffocato com'è dall'invasione di luci.

Soffocato dalla luce. L'utilizzo eccessivo e improprio della luce è in grado di cancellare letteralmente migliaia di punti luminosi dalla volta celeste, lasciando “sopravvivere” soltanto i più luminosi. Al di là della Luna, di pianeti come Venere e Giove, o di stelle brillanti alla stregua di Sirio, Arturo, Vega e Rigel, in moltissime città italiane il cielo notturno si presenta denudato e deturpato, privo di quella magnificenza che in passato ha stuzzicato la mente e la creatività di molteplici artisti. Come sottolinea l'astrofisico Gialuca Masi, responsabile scientifico del Virtual Telescope Project e Ambasciatore del progetto “Dark Skies for All” (Cieli Bui per Tutti) dell’Unione Astronomica Internazionale, se il cielo fosse sempre stato sotto il giogo dell'inquinamento luminoso, oggi ci sarebbe molta meno arte da ammirare. A riflettere lo stato desolante dell'Italia, considerato uno dei Paesi più arretrati in tema di immissione impropria della luce dell'ambiente, sono le immagini scattate dagli astronauti della Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Sembra impossibile non emozionarsi innanzi agli scatti dello stivale visto dallo spazio e costellato da puntini luminosi, ma sono lo specchio del drammatico inquinamento luminoso nel quale siamo immersi.

Non solo stelle. L'inquinamento luminoso non rappresenta soltanto un problema per chi studia o vorrebbe semplicemente ammirare il cielo stellato, ma è anche un enorme spreco di energia, una fonte di disturbo per il nostro sonno e per i ritmi circadiani di numerose specie animali e vegetali. Basti pensare alle povere tartarughe marine, che subito dopo la nascita invece di essere attratte dalla luce lunare riflessa sulla superficie del mare si gettano sull'asfalto delle strade illuminate dai lampioni, finendo falciate dalle auto. Come sottolinea il dottor Masi, ci sono numerosi accorgimenti (quasi tutti a costo zero) che si possono prendere per impedire di proiettare indebitamente luce verso il cielo, un comportamento che viene anche punito con severe sanzioni economiche. Dal montare i fari con vetro orizzontale all'utilizzo di lampade sempre ben incassate e schermate, passando per sensori di movimento per attivare l'illuminazione solo quando serve. Spesso è sufficiente seguire le norme vigenti per non deturpare il cielo stellato, facendo in modo di indirizzare verso terra l'intero fascio luminoso. In moltissimi casi si potrebbero utilizzare lampade a metà della potenza se non si disperdesse metà della loro luce verso il cielo, utilizzando solo quella necessaria in modo corretto. Se in Italia si rispettassero queste norme vi sarebbe un risparmio annuo di ben 350 milioni di Euro.

Flash mob. Per sensibilizzare l'opinione pubblica sull'inquinamento luminoso, il Virtual Telescope Project e Roma Best Practices Award organizzeranno con il patrocinio del Roma Municipio I Centro e di Fridaysforfuture-Roma il primo flash mob dedicato a questo problema. L'appuntamento, chiamato “A riveder le stelle”, è per il 24 maggio alle 21:00 alla rotonda del Gianicolo. L'invito è aperto a tutti, e il consiglio è quello di portare il proprio telescopio, un binocolo o una fotocamera. Cliccando su questo link potete trovare tutte le informazioni relative all'organizzazione dell'evento.

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