Il numero di casi conosciuti è in continuo aumento, la meningite sembra aver preso d'assalto i sistemi immunitari degli italiani. Questo è il messaggio che sta passando in questi giorni in seguito alle continue pubblicazioni di notizie di nuovi casi di meningite nel nostro Paese: nella realtà dei fatti però queste informazioni che si stanno diffondendo non parlano di un incremento della diffusione della malattia che, come spiegano dall'Istituto Superiore di Sanità, è in linea con i dati relativi agli anni passati. Insomma, non dovremmo preoccuparci quanto stiamo facendo.

Lasciando la parola ai numeri, che più di tutti possono aiutarci a capire cosa stia accadendo, risulta evidente che la diffusione delle malattie invasive (che comprendono anche meningiti e sepsi) è “sovrapponibile a quella dell’anno precedente”. Per quanto riguarda il meningococco, l'agente patogeno più pericoloso e responsabile dei casi italiani, i casi sono circa 200 ogni anno, mentre sono in diminuzione quelli che possono essere evitati con le vaccinazioni dello pneumococco.

Ad aver subito un incremento dei casi da meningococco C è la zona centrale della Toscana, in particolare per quanto riguarda il 2015. Secondo l'ISS, in quest'area circola un clone di meningococco C che è molto aggressivo e che ha portato il sistema sanitario regionale ad aumentare l'offerta vaccinale, invitando la popolazione ad usufruirne.

Per concludere, guardando i dati relativi ai casi di meningite da meningococco è vero che nel 2016, 191, sono aumentati rispetto al 2014, quando furono 164, ma sono diminuiti rispetto all'anno scorso, 196. Quanto invece alla meningite da meningococco C, le cifre parlano di 36 casi nel 2014, 63 nel 2015 e 67 nel 2016.

Se i numeri possono sembrarci in crescita, per diminuire il panico da meningite ci basta effettuare alcuni calcoli utili a comprenderne l'incidenza:

  • per il meningococco siamo nell'ordine di 0,32 casi ogni 100.000 abitanti, che si traducono i 4 casi per 100.000 per i bambini nel primo anno di vita
  • per il pneumococco siamo invece nell'ordine di 2,07 casi per 100.000 abitanti, che si traducono in 9,26 casi per 100.000 per i bambini nel primo anno di vita e 10,90 casi per 100.000 per adulti over 64 anni.

Attenzione però, l'ISS vuole evitare l'allarmismo, ma non per questo sconsiglia la vaccinazione, solo ci ricorda che è possibile fare richiesta del vaccino senza prendere d'assalto l'Asl.