Il cargo russo Progress M–27M
in foto: Il cargo russo Progress M–27M

E’ ormai completamente fuori controllo il cargo russo Progress M-27M. La navicella, che avrebbe dovuto portare sulla International Space Station (Iss) 2.357 kg di rifornimenti, tra cui 494 chilogrammi di propellenti per i motori, 420 chilogrammi di acqua e 391 di cibo, continua ad avvitarsi su se stessa, avvicinandosi sempre di più alla Terra. L’impatto con l’atmosfera, che potrebbe non esser sufficiente a disintegrare il modulo lungo oltre 7 metri, con un diametro di 2,7 e un peso di circa 7 tonnellate, avverrà fra la sera del 7 maggio e la mattina del 9. La data, tuttavia, risente di una fortissima incertezza e sicuramente è destinata a cambiare perché i calcoli vengono continuamente aggiornati dai tantissimi ricercatori al lavoro in tutto il mondo, dalla Russia agli Stati Uniti.

I frammenti potrebbero colpire ovunque. “L'orbita del cargo – ha detto Alessandro Rossi, dell'Istituto di Fisica applicata del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Ifac-Cnr) di Firenze e membro del Coordinamento internazionale per il monitoraggio dei detriti spaziali (Iadc) – continua a decadere e rispetto a lunedì si è abbassata di una decina di chilometri”. A seguire passo passo l’evoluzione della situazione anche Luciano Anselmo dell'Istituto di Scienza e Tecnologie dell'Informazione del Consiglio nazionale delle Ricerche (Isti-Cnr) di Pisa. “Il comportamento dinamico del cargo – ha ribadito Alselmo – è abbastanza regolare e permette previsioni accurate, ma la finestra di incertezza è ancora molto ampia”. Al momento le uniche zone di impatto che gli esperti possono escludere con totale certezza sembrano i Poli, ma solo perché non vengono sorvolate dal cargo. “Ogni previsione – ha spiegato – è associata ad una finestra di incertezza molto grande, che si restringe progressivamente”.

Serbatoi e anelli di attracco potrebbero arrivare intatti a Terra. Le prime previsioni di impatto potranno esser formulate 36 ore dall’ingresso in atmosfera. Alla fine sarà possibile restringere l’area di possibile impatto dei frammenti ad una striscia larga 300 e lunga dai 40 agli 80mila chilometri. “E' una zona comunque vasta che – ha evidenziato – attraversa mari e continenti”. Secondo le analisi condotte a livello internazionale dagli esperti delle varie agenzie spaziali, potrebbero sopravvivere all'impatto ed arrivare a Terra sia i serbatoi sferici del veicolo, sia l'anello che fa parte della struttura che permette al Progress di agganciarsi alla Stazione Spaziale.