Una varietà simile di colori la offre la natura, ma l'origine di tutto ciò, in realtà, è hi-tech. L'ingegneria genetica agroalimentare si è mostrata, bizzarra e serissima, all'Agro-Mashov, la fiera israeliana dei cibi modificati geneticamente. L'obiettivo dei singoli prodotti, in genere, è quello di ampliare l'offerta organolettica di frutta ed ortaggi, nonché di accrescere l'efficienza. Alcuni alimenti, infatti, sono più energetici di corrispettivi naturali, altri sono più facili da trasportare e, altri ancora, cercano di sopperire alla mancanza di materiali nell'area in cui sono deputati a crescere. L'assenza di acqua, per questo genere di alimenti, non costituisce un grandissimo problema. E' il caso del "lamoon plum", che è un'anguria che sembra un limone, ma ha la polpa simile a quella di un prugna. Sempre in tema di angurie, è stata proposta anche "Origene Seeds", il frutto personalizzata da 1,5 kg a 6 kg, con tutte le misure intermedie. Frutto che cresce con poca acqua, molto nutritivo, e che, soprattutto, è adatto alle esigenze dell'acquirente: "La gente si lamenta sempre per le dimensioni del cocomero da mettere in frigo e l'idea – rivela Dov Godinger, direttore delle vendite dell'azienda – è stata quella di creare angurie con un elevato contenuto di zucchero, facili da trasportare e sufficienti anche per una persona sola, senza sprechi", spiega Dov Godinger, direttore delle vendite dell'azienda".

Non poteva mancare il pepe, qui presentato nella versione più "cattiva" possibile: fino a 300 volte più forte del pepe comune. All'opposto di questa creazione, vi è quella del peperoncino per nulla piccante che può essere mangiato anche crudo. Particolarmente interessante per un paese come l'Italia che, in diverse salse, apprezza la frittura di questo frutto, è l'invenzione della melanzana a basso assorbimento di olio e veloce da cuocere.

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