Bimba sieropositiva in Vietnam
in foto: Bimba sieropositiva in Vietnam

Sono dati incoraggianti quelli diffusi in settimana dalla UNAIDS nell'ambito del Programma congiunto delle Nazioni Unite sull'HIV. Secondo i numeri del rapporto, dal 2001 al 2012 il numero dei bambini sieropositivi è sceso del 52%, portandosi da 550.000 casi ai 260.000. Guardando invece la diffusione della malattia tra gli adulti, le percentuali sono meno eclatanti, ma  sicuramente più consistenti in valori assoluti: dai 3,4 milioni di nuove infezioni del 2001 si è scesi a 2,3 milioni nel 2012. Dati, quelli dell'UNAIDS, che esprimono l'efficacia di un'azione internazionale di contrasto all'AIDS che è alimentata da una spesa crescente: nel 2001 il finanziamento ammontava a 7,4 miliardi dollari, contro i 18,9 miliardi nel 2012. Anche l'accesso ai trattamenti è cresciuto da 1,3 milioni a 9,7 milioni.

Nonostante le recenti buone notizie sul vaccino anti-HIV, i tempi per un farmaco che elimini la malattia sono ancora lunghi. Proprio per questo motivo la relazione dell'UNAIDS conferma la bontà della strada intrapresa della prevenzione e informazione. L'azione di contrasto, tuttavia, non può fare a meno di prescindere dalle cause politiche della malattia, che non a caso è maggiormente diffusa nei paesi dell'Africa sub-sahariana e, in generale, nelle aree caratterizzate da redditi particolarmente bassi.