La frontiera delle cellule staminali continua a spostarsi in avanti, conquistando terreno alla malattia. In occasione dell'Aids Society Conference in Malesia, a Kuala Lumpur, è stato reso pubblico il risultato provvisorio di un trapianto di cellule su due pazienti affetti da Hiv. In entrambi i casi l'operazione, molto rischiosa, è stata resa necessaria per il trattamento di un linfoma. Così come per Timothy Brown, il paziente di Berlino affetto da leucemia a cui fu trapiantato il midollo osseo nel 2007, anche in questi ultimi due casi la lotta all'Hiv ha necessitato della compresenza di altre malattie. Il primo paziente ha ricevuto il trapianto delle staminali cinque anni fa, il secondo tre anni fa. Curati al Brigham and Women's Hospital di Boston, Massachusetts, e ribattezzati i "pazienti di Boston", entrambi non hanno sconfitto il virus dell'Aids come è invece accaduto a Brown, ma sono portatori di una quantità così ridotta dell'agente patogeno, da renderne impossibile qualsiasi misurazione nel sangue. Per i due è dunque necessario continuare a sottoporsi alla cura degli antiretrovirali. Daniel Kuritzkes, uno dei membri dello staff curante, ha parlato di "dati finora incoraggianti", anche se la prudenza è d'obbligo. Bisogna infatti attendere almeno un anno prima di poter apprezzare appieno il risultato dell'operazione.