8 Luglio 2019
17:47

Addio all’isola Zalzala Koh, nata nel 2013 dopo un terremoto: è stata spazzata via dal mare

Originata nel 2013 in seguito a un potentissimo terremoto di magnitudo 7.7, la piccola isola Zalzala Koh formatasi in una baia poco profonda innanzi al Pakistan orientale è stata spazzata via dal moto ondoso e dai cambi di marea. Era piccola e legata ai vulcani di fango che si generano a causa della tettonica delle placche.
A cura di Andrea Centini
Credit: NASA Earth Observatory
Credit: NASA Earth Observatory

La piccola isola Zalzala Koh, sorta nelle acque del Pakistan nel 2013 in seguito a un potentissimo terremoto di magnitudo 7.7, in pochi anni è stata letteralmente spazzata via dal Mar Arabico. A mettere in evidenza nascita, evoluzione e “morte” della piccola terra emersa, il cui nome significa “terremoto” in lingua Urdu, sono state le immagini satellitari catturate regolarmente dai satelliti Landsat.

Nascita dell'isola. Zalzala Koh si formò improvvisamente nel settembre del 2013 in una baia poco profonda nei pressi della città portuale di Gwadar, sita nella provincia del Belucistan nel Pakistan orientale. Sorse in seguito a un devastante terremoto di magnitudo 7.7, che causò decine di morti e danni ingentissimi nella regione. La scossa fu talmente potente da essere avvertita anche a Nuova Delhi, in India. La neonata isola non era certamente gigantesca, dato che era alta appena 20 metri, larga 90 metri e lunga 40 metri, tuttavia era diventata un elemento peculiare nel paesaggio della baia. Sin dalla sua nascita gli scienziati sottolinearono che non sarebbe resistita a lungo, a causa del moto ondoso e dei continui cambi di marea. E così è stato. Se il 26 settembre l'isola neonata appariva nel suo massimo splendore, in uno scatto del Landsat datato 28 novembre 2016 era già quasi completamente sommersa. Negli ultimi scatti del 2019 si vedono ormai solo le vestigia sotto la superficie dell'acqua.

Perché si è formata. Ma come ha fatto a formarsi un'isola a causa di un terremoto? Tutto è legato alla tettonica delle placche, con quella araba che sta scivolando sotto quella euroasiatica di alcuni centimetri ogni anno, attraverso un processo chiamato subduzione. Questi lenti movimenti in grado di sprigionare fortissima energia generano potenti vulcani di fango, che emettono appunto fango e metano anziché lava incandescente come i vulcani classici. I gas vulcanici che si sprigionano dallo sfregamento delle placche acidificano l'acqua che tende a sciogliere le rocce, generando bolle di fango incandescente che quando risalgono in superficie possono dar vita a isole come Zalzala Koh. Non sono infatti rare le isole con un destino analogo al suo. I dettagli sull'isola nata dal terremoto sono stati pubblicati sul sito del NASA Earth Observatory.

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