A sinistra Stanley Cohen, a destra Rita Levi Montalcini
in foto: A sinistra Stanley Cohen, a destra Rita Levi Montalcini

Si è spento all'età di 97 anni il biochimico americano di fama internazionale Stanley Cohen, noto in tutto il mondo per aver conquistato assieme alla scienziata italiana Rita Levi Montalcini il premio Nobel per la Fisiologia o la Medicina nel 1986. Furono insigniti del prestigioso riconoscimento per aver isolato il fattore di crescita nervoso (FCN), una proteina – nota anche con la terminologia inglese "nerve growth factor" (NGF) – fondamentale nello sviluppo del sistema nervoso dei vertebrati. Cohen, professore emerito dell'Università Vanderbilt di Nashville, Tennessee, è stato premiato anche per la scoperta del fattore di crescita dell'epidermide (EGF – Epidermal growth factor), una proteina che stimola la proliferazione, la sopravvivenza e la differenziazione delle cellule. È presente nelle piastrine, nei macrofagi e in altri corpi cellulari, ma anche nel latte e nell'urina. Grazie al suo lavoro e a quello della neurologa torinese, sono state gettate le basi per lo sviluppo di numerosi farmaci contro il cancro.

Ad annunciare la scomparsa del professore è stata la sua università, nella quale ha insegnato Biochimica per decenni, a partire dal 1959. In precedenza aveva lavorato alla Washington University di Saint Louis, nei cui laboratori aveva approfondito la conoscenza delle crescita cellulare. “Stanley Cohen è una persona che ho sempre ammirato come collega accademico che ha studiato le cellule, ricercatore visionario e spirito ottimista” ha dichiarato la rettrice dell'Università Vanderbilt Susan R. Wente. “Ha fatto fare passi da gigante alla ricerca scientifica in molti modi, salvando innumerevoli vite, ispirando gli altri e conquistando il premio Nobel. Il suo lavoro mostra che una ricerca audace può avere un impatto reale sul nostro mondo e sulle persone, e sarà sempre legato alla missione della Vanderbilt”, ha aggiunto la Wente. “La scoperta del recettore EGF di Cohen ha rivoluzionato le cure e le prospettive di milioni di malati di cancro in tutto il mondo”, le ha fatto eco il professor Jeff Balser, a capo della Scuola di Medicina e presidente del Vanderbilt University Medical Center.

L'isolamento del fattore di crescita nervoso (FCN) avvenne nel 1953, collaborando a stretto contatto con Rita Levi Montalcini. Continuando a studiare fattori di crescita e il loro rapporto con i recettori sulle cellule successivamene individuò anche il fattore di crescita epidermico. Tra le sue altre grandi conquiste scientifiche vi è la clonazione del DNA ricombinante, che ha gettato le basi per la produzione di organismi geneticamente modificati (OGM). Per le sue ricerche, oltre al Nobel, ha conquistato diversi prestigiosi riconoscimenti: fra essi l'Albert Lasker Basic Medical Research Award (condiviso con la Levi Montalcini); la President's National Medal of Science consegnata da Ronald Reagan; il Louisa Gross Horwitz e il premio Wolf per la Medicina. Nel 2016 è entrato a far parte della Hall of Fame del Tennessee Healthcare.

Lo scienziato si ritirò nel 1999 diventando professore emerito, tuttavia è tornato spesso nella sua università per tenere lezioni e meeting. “È deceduto in pace con al suo fianco la moglie Jan Jordan”, ha dichiarato in una nota la famiglia. Lascia tre figli e due nipoti.