Credit: Waldrappteam
in foto: Credit: Waldrappteam

Dusti, un rarissimo esemplare di ibis eremita (Geronticus eremita), è stato ucciso in Toscana a colpi di fucile da uno o più bracconieri. Ad annunciarne la morte il WWF con un comunicato sul suo sito ufficiale. Si tratta di una gravissima perdita per questa splendida specie di uccelli, classificata con codice EN – in pericolo di estinzione – nella Lista Rossa dell'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN).

Sull'orlo dell'estinzione. Si stima che in natura siano rimasti soltanto circa 500 ibis eremita selvatici, concentrati in Medio Oriente, mentre un altro migliaio di esemplari è in semi-cattività (o in cattività) ed è coinvolto in virtuosi progetti internazionali di reintroduzione. Dall'inizio del XX secolo è scomparso ben il 98 percento degli ibis eremita, principalmente a causa del bracconaggio e della distruzione degli habitat naturali.

La storia di Dusti. Il povero Dusti faceva parte proprio di uno dei progetti di reintroduzione, il Valdrappteam, che prevede la complessa “rieducazione” alle rotte migratorie. Con l'ausilio di aerei ultraleggeri, i volontari che collaborano col WWF cercano di insegnare agli uccelli la ripresa delle antiche rotte migratorie, con l'obiettivo di ripristinare almeno parzialmente le colonie perdute. Dusti era giunto all’Oasi della laguna di Orbetello (Grosseto) nel settembre del 2018 al seguito di un piccolo velivolo; era partito dal lago di Costanza (Germania) col suo custode umano, e al termine dell'inverno sarebbe dovuto tornare in terra teutonica. Ma qualcuno, spinto da istinti biechi e perversi, ha deciso di porre fine anzitempo alla sua preziosa vita.

Non si tratta di un caso isolato. Come indicato nel comunicato stampa del WWF, a dicembre erano stati abbattuti in volo (mentre erano assieme) Theo e Frieda. Altri due esemplari, Flaps e Don Muggele, “sono scomparsi in circostanze sospette”, uno nel Lazio e l'altro in Toscana. Nel 2016 fu invece ucciso il povero Enno. L'ufficio legale del WWF sta preparando un nuovo esposto, mentre continuano le indagini per provare a identificare i responsabili dei precedenti abbattimenti. Con questi atti criminali i cacciatori di frodo stanno mettendo a repentaglio i progetti di salvataggio di questa iconica specie di uccello, un pelicaniforme dall'inconfondibile capo nudo e rugoso.