Vicino al Sistema solare ci sono 15 nuovi esopianeti, fra i quali vi è anche una Super Terra estremamente interessante. Il corpo celeste, che ha dimensioni 1,6 volte superiori a quelle del nostro pianeta, infatti molto probabilmente orbita nella cosiddetta fascia abitabile, cioè a quella distanza dalla stella che potrebbe permettere l'esistenza di acqua allo stato liquido sulla superficie. In altri termini, K2-155d, questo il nome dell'esopianeta roccioso, potrebbe essere potenzialmente abitabile per la nostra specie e persino ospitare vita aliena. A confermare l'esistenza dei 15 esopianeti, le cui ‘tracce' erano state già individuate in passato, un team di ricerca del Dipartimento di Scienze della Terra e Planetarie del Tokyo Institute of Technology, che ha convalidato i dati della missione NASA K2 ottenuti dal Kepler incrociandoli con quelli di telescopi terrestri, tra i quali il Subaru Telescope nelle Hawaii e il Nordic Optical Telescope (NON) in Spagna.

Gli studiosi, coordinati dal professor Teruyuki Hirano, si sono concentrati sull'analisi delle nane rosse, le stelle più comuni dell'Universo (sono tra il 70 e l'80 percento di quelle presenti nella Via Lattea). Queste piccole stelle, fra le quali c'è anche la celebre Trappist-1 dell'omonimo sistema, sono caratterizzate da una temperatura relativamente bassa e hanno una massa significativamente inferiore a quella del Sole, in molti casi appena sufficiente ad avviare le reazioni nucleari. La più interessante fra le 12 analizzate da Hirano e colleghi è K2-155, sita a 200 anni luce dal Sistema solare. Attorno ad essa orbitano tre Super Terre, fra le quali c'è anche l'esopianeta potenzialmente abitabile. Gli studiosi hanno stimato i dati atmosferici dei corpi celesti attraverso simulazioni climatiche globali, che hanno fatto emergere caratteristiche simili a quelle terrestri per K2-155d, sebbene “non ci siano garanzie”, come sottolineato dallo stesso Hirano.

Le nane rosse hanno solitamente meno pianeti rispetto alle stelle di altro tipo, come quelle solari, e il numero di quelli individuati dagli scienziati giapponesi (16 esopianeti per 12 stelle) lo conferma. Un altro dato interessante è legato al fatto che i pianeti di dimensioni maggiori sono sempre legati a stelle che contengono parecchi metalli; i pianeti appena scoperti confermano anche questo dato. Quelli con diametro di circa tre volte quello terrestre sono stati tutti individuati attorno alle stelle più ‘metalliche'.

Ad oggi è confermata l'esistenza di circa 3.700 esopianeti, la maggior parte dei quali individuata col metodo del transito osservato col Telescopio Spaziale Kepler. Grazie alla missione K2, avviata nel 2013, continuano a esser individuati nuovi corpi celesti, i cui numeri continueranno a crescere esponenzialmente con la messa in funzione dei nuovi attesissimi telescopi. I dettagli della ricerca giapponese sono stati pubblicati sulla rivista scientifica specializzata The Astronomical Journal.

[Credit: Esa/Hubble/Eso/M. Kornmesser]