Scoperti in un colpo solo 95 nuovi esopianeti, ovvero pianeti esterni al Sistema solare. Sono stati individuati dai ricercatori del National Space Institute dell'Università Tecnica della Danimarca attraverso il collaudato metodo del transito, basato sulle variazioni di luminosità osservate sulle stelle di riferimento. In parole semplici, delle minuscole “eclissi” sugli astri possono suggerire l'esistenza dei pianeti, che va poi confermata con osservazioni mirate. Attraverso questo metodo sono stati intercettati i sette famosi pianeti del Sistema Trappist-1, alcuni dei quali probabilmente abitabili e pieni di vita.

I 95 nuovi pianeti sono stati individuati grazie al Telescopio Spaziale Kepler della NASA, che pur avendo un grave guasto al sistema di puntamento – verificatosi nel 2013 – continua a permettere scoperte affascinanti e importantissime. I nuovi corpi celesti hanno dimensioni molto diverse fra loro; alcuni sono più piccoli della Terra, altri sono enormi come Giove, il gigante gassoso del Sistema solare. Gli studiosi, coordinati dal professor Andrew Mayo, avevano raccolto segnali grezzi di 275 potenziali pianeti, e dopo averli analizzati ne hanno identificati 149 in tutto, dei quali 95 completamente nuovi. "In alcuni casi questi segnali erano prodotti da piu' sistemi di stelle o dal rumore del veicolo spaziale, in altri casi invece abbiamo trovato dei pianeti con dimensioni diverse", ha sottolineato l'autore principale dello studio.

Tra gli esopianeti più interessanti vi è quello che orbita attorno alla stella HD 212657, la più luminosa mai scoperta dal Telescopio Spaziale Kepler, tornato a nuova vita con la missione denominata K2. "L'esopianeta impiega 10 giorni per compiere la sua orbita intorno alla stella – ha sottolineato Mayo -, i pianeti intorno a stelle luminose si rivelano molto utili per le osservazioni fatte da Terra".

Grazie ai 95 nuovi oggetti celesti, il computo totale dei pianeti extrasolari confermati è salito a 3.600, mentre i candidati sono già oltre 5mila. Un numero infinitesimo rispetto a quelli che popolano l'interno Universo, tuttavia è più che sufficiente per iniziare a sognare di trovare vita oltre la Terra. Del resto, alcuni si trovano nella cosiddetta "fascia abitabile" e potrebbero ospitare acqua allo stato liquido sulla propria superficie, l'ingrediente principale per la vita (perlomeno sulla Terra).

"Gli esopianeti sono un campo molto eccitante della scienza spaziale: man mano che vengono scoperti altri pianeti, gli astronomi avranno un quadro sempre migliore della loro natura, che a sua volta ci consentirà di collocare il nostro sistema solare in un contesto galattico", ha aggiunto il professor Mayo. Col lancio dell'attesissimo Telescopio Spaziale James Webb, previsto per il 2019, si potranno conoscere molti dettagli aggiuntivi sugli esopianeti scoperti, e non è impossibile sperare di trovare un gemello della nostra Terra. I dettagli sui 95 esopianeti sono stati pubblicati sulla rivista scientifica specializzata Astronomical Journal.

[Credit: NASA Ames/JPL-Caltech/T. Pyle]