È il 12 settembre 1962 quando il presidente degli Stati Uniti d’America, John Fitzgerald Kennedy, annuncia pubblicamente i piani del governo sulle missioni spaziali: “Abbiamo deciso di andare sulla Luna”. Ma cosa nasconde questo discorso? Qual è il vero motivo per cui gli Stati Uniti hanno deciso di intraprendere questo progetto che sembrava impossibile e che ha portato allo sbarco sulla Luna 7 anni più tardi? Ecco il retroscena del discorso di Kennedy sulle missioni sulla Luna.

Credit: NASA Content Administrator
in foto: Credit: NASA Content Administrator

La corsa allo spazio, USA vs Unione Sovietica. Siamo negli anni ’60, in piena corsa allo spazio, USA e Unione Sovietica, non potendosi sfidare sul terreno a disposizione sul Pianeta Terra, spostano la loro avversione oltre confini, oltre l’orbita terrestre. In questa gara a chi arriva più lontano, l’Unione Sovietica, nel 1961, segna un punto che la porta in netto vantaggio: il 12 aprile 1961, il cosmonauta sovietico Yuri Gagarin divenne il primo uomo a raggiungere lo spazio entrando nell’orbita terrestre a bordo della navetta Vostok 1. Gli Stati Uniti sono in grande imbarazzo. A peggiorare la situazione ci si mette l’invasione della baia dei Porci, cioè il tentativo fallito degli americani di rovesciare il regime di Fidel Castro.

La rivincita degli Stati Uniti. Gli Stati Uniti non possono accettare di trovarsi in una situazione di svantaggio rispetto all’Unione Sovietica e il Presidente Kennedy, con l’appoggio del vice Presidente Lyndon B. Johnson, decide di mettere il turbo e chiede alla NASA se sia realisticamente pensabile di superare quanto portato a termine dal nemico. I dubbi sulla riuscita sono moltissimi, soprattutto perché c’è bisogno di soldi per poter sviluppare nuove e funzionanti tecnologie. Kennedy non ha dubbi: bisogna mandare un americano sulla Luna, farlo camminare e riportarlo sano e salvo a casa. Il 25 maggio 1961, Kennedy annuncia al Congresso i suoi sogni di gloria spaziali. Tutti sembrano essere d’accordo.

“Abbiamo deciso di andare sulla Luna”. E così, qualche mese più tardi, il 12 settembre 1962, nello stadio della Rice University, di fronte a più di 35.000 persone, dopo una lunga introduzione sui vantaggi del progresso per la vita di tutti noi e sull’importanza di arrivare al primo posto per garantire ai cittadini la leadership del Pianeta, Kennedy annuncia:

Abbiamo deciso di andare sulla Luna. Abbiamo deciso di andare sulla Luna questo decennio e di fare altre cose, non perché siano semplici, ma perché sono difficili, perché questo obiettivo ci permetterà di organizzare e di mettere alla prova il meglio delle nostre energie e capacità, perché questa è una sfida che vogliamo accettare, non abbiamo intenzione di rimandarla e abbiamo intenzione di vincerla, così come le altre”.

I dubbi sulla missione ‘Luna’. Per quanto il discorso di Kennedy sia emozionante e coinvolgente, il 58% degli americano è d’accordo con le missioni spaziali che richiedono investimenti enormi. Come spiega lo stesso Presidente nel suo discorso, le missioni spaziali implicano un incremento dei fondi destinati alla NASA.

L’aiuto di Dio e il primato americano. Dopo aver spiegato ai cittadini quanto sarà avvincente la spedizione sulla Luna, Kennedy conclude il discorso, invocando Dio e l’orgoglio nazionale:

Molti anni fa, al grande esploratore inglese George Mallory, che sarebbe poi morto sul Monte Everest, fu chiesto perché volesse scalarlo. E lui risposte “Perché è lì”. Beh, lo spazio è lì e noi lo scaleremo, e la Luna e i pianeti lì fuori e le nuove speranze di conoscenza e di pace lì fuori. E, quindi, visto che stiamo per salpare, chiediamo la benedizione di Dio per l’avventura più pericolosa e rischiosa e grandiosa avventura in cui l’essere umano si sia mai imbarcato. Grazie”.

Il tempo ha dato ragione a Kennedy: gli americani, il 21 luglio 1969, hanno messo piede sulla Luna, per la prima volta nella storia dell’umanità.