In Emilia Romagna batte uno dei cuori pulsanti dell'innovazione scientifica europea. Si tratta del Tecnopolo di Ferrara, un complesso di laboratori di ricerca industriale in cui le imprese sia grandi che piccole possono trovare competenze e sperimentare nuove tecniche produttive, oltre a materiali più efficienti e prodotti innovativi. Un vero e proprio fiore all'occhiello del panorama tecnologico internazionale, che è stato promosso dall'Università e dal Comune di Ferrara e dalla Regione Emilia-Romagna, attraverso il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale e altri tipi di fondi, in grado di creare un ponte tra il mondo della ricerca e quello dell'industria grazie a strumenti moderni e avanzatissimi.

Emilia Romagna regione innovativa

Il tecnopolo di Ferrara fa parte della Rete Alta Tecnologia dell'Emilia-Romagna, che è composta da ben 10 tecnopoli distribuiti in 20 sedi nel territorio regionale, tutte finanziate con i fondi europei. Un toccasana per l'innovazione, la ricerca ma anche per l'occupazione, in un periodo in cui la crisi economica ancora penalizza fortemente il mondo del lavoro. All'inizio del 2018 si contavano oltre 1.700 ricercatori impiegati nei tecnopoli della Regione, di cui 600 giovani neo-assunti. All'interno dell'attuale programmazione 2014-2020, sono 134,18 milioni di euro le risorse Por Fesr destinate alla ricerca e in particolare al rafforzamento competitivo dell'ecosistema regionale dell'innovazione di cui i Tecnopoli sono parte integrante.

"Qui le imprese trovano ascolto alle loro domande"

"Il Tecnopolo di Ferrara – ha spiegato il professor Michele Pinelli, Delegato del Rettore alla Terza Missione di Unife – è un luogo di accesso dove le imprese possono trovare laboratori accreditati e competenze per processi di innovazione. La Terza Missione è una restituzione al territorio di quello che il territorio dà alle università. Qui le imprese trovano ascolto alla loro domanda di ricerca, cercando di ottenere un matching tra singole esigenze e offerta, e il Tecnopolo ne rappresenta il tramite". Il Tecnopolo estense è diviso in un centro per l'innovazione, il CFR, e sei grandi laboratori accreditati, tra il MechLav per la meccanica avanzata, il TekneHub per il recupero e la riqualificazione architettonica e urbana e restauro dei beni culturali e Terra & Acqua Tech, dedicato ad ambiente, acqua, suolo e territorio. Vi è infine il LTTA, il Laboratorio per le Tecnologie delle Terapie Avanzate – Biotecnologie applicate alla medicina, che rappresenta un'eccellenza nell'ambito della ricerca sulla salute e la medicina.

Cellule primarie, staminali e geni: l'importanza del LTTA

Il Laboratorio per le Tecnologie delle Terapie Avanzate di Ferrara rappresenta un unicum nel settore delle Scienze della vita e Tecnologie per la salute. Qui, infatti, vengono effettuati in particolare studi ed esperimenti sulle cellule primarie umane per analizzare, a fini applicativi, i meccanismi di differenziamento e rigenerazione tissutale ed effettuare indagini genomiche e post-genomiche in patologie ad alto impatto assistenziale, da quelle neoplastiche alle cardiovascolari e neurodegenerative. Viene, inoltre, effettuata una avanzata attività di preclinical testing in modelli sperimentali di queste patologie. Tra i servizi a disposizione, c'è quello della Biobanca, che si occupa principalmente di isolare, purificare ed espandere ex vivo popolazioni cellulari provenienti da campioni di vari organi e/o tessuti umani (le cosiddette cellule primarie).