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A Capodanno la sonda New Horizons sorvolerà Ultima Thule, l’oggetto più lontano mai raggiunto

Il 2019 si aprirà con un traguardo storico per l'esplorazione spaziale. La sonda New Horizons della NASA, che nel 2015 ha compiuto spettacolari fly-by attorno a Plutone, dopo circa 3 anni di viaggio “saluterà” infatti Utima Thule, il più lontano oggetto mai raggiunto dall'uomo. Il misterioso corpo celeste sarà sorvolato ad appena 3.500 chilometri di distanza.

Alle 6:33 ora italiana di martedì 1 gennaio 2019 la sonda New Horizons della NASA sorvolerà a una distanza di appena 3.500 chilometri il misterioso “Ultima Thule”, un oggetto sito nella remota Fascia di Kuiper del Sistema solare. Si tratterà del fly-by planetario più lontano mai effettuato da una sonda spaziale, che dovrebbe regalarci scatti memorabili e preziosissime informazioni su questo corpo celeste, appartenente agli oggetti trans-nettuniani. Al momento non sappiamo ancora se si tratti di un singolo corpo, di un sistema binario di oggetti (rispettivamente con 20 e 18 chilometri di diametro) o di un sistema multiplo; probabilmente lo scopriremo quando New Horizons – che ha le dimensioni di un pianoforte – inizierà a puntarlo con le sue fotocamere all'inizio del nuovo anno.

Credit: NASA/JHUAPL/SwRI

È proprio grazie alla fotocamera LORRI (Long Range Reconnaissance Imager) che gli scienziati hanno potuto dare il via libera allo storico sorvolo, molto più vicino di quello che nel 2015 portò New Horizon ad “accarezzare” Plutone, l'ex nono pianeta del Sistema solare retrocesso a pianeta nano nel 2006. Grazie alle immagini catturate durante il viaggio – la sonda sfreccia a oltre 50mila chilometri orari e si è allontanata di 1,6 miliardi da Plutone – l'Hazard Team ha verificato la presenza di anelli, lune e altri oggetti che avrebbero potuto rappresentare un pericolo per la sonda, e avendoli esclusi l'hanno lasciata proseguire sulla rotta stabilita in precedenza.

Il cerchio più interno rappresenta l’orbita di sorvolo della sonda. Credit: NASA/JHUAPL/SwRI

L'ultimo giorno utile per un cambio di traiettoria, che avrebbe portato la sonda su un'orbita molto più distante da Ultima Thule, era il 18 dicembre; questo perché i segnali radio per comandare New Horizons dalla Terra impiegano diverse ore a raggiungerla, dunque gli ingegneri devono pianificare con larghissimo anticipo eventuali modifiche. Va considerato che un detrito grande come un chicco di riso sarebbe sufficiente a distruggere la sonda, pertanto era fondamentale essere certi che non vi fossero oggetti relativamente grandi in grado di liberare fatali frammenti.

Ultima Thule, che ha un colore rossastro, è stato scoperto nel 2018 e il suo nome tecnico è 2014 MU69. Il soprannome è stato scelto poiché associato al mito medioevale della leggendaria isola oltre i confini del mondo conosciuto, per sottolineare l'estrema distanza dell'oggetto e il fatto che si tratta del più lontano mai sorvolato da una sonda spaziale. Non ci resta dunque che attendere le 6 del mattino del primo gennaio, quando all'alba del nuovo anno l'esplorazione spaziale toccherà un nuovo, storico traguardo.

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