In seno al cosiddetto Progetto Manhattan, programma di ricerca e sviluppo dedicato ai primi test nucleari messo a punto da Stati Uniti d'America, Canada e Gran Bretagna, il 16 luglio 1945 alle 5:29:45 venne fatta esplodere la prima bomba (The Gadget, da circa 20 chilotoni di potenza) presso il poligono di Alamogordo nel Nuovo Messico; da allora, ma soprattutto in seguito alle esplosioni delle bombe di Hiroshima e Nagasaki, il mondo non è stato più lo stesso. La corsa agli armamenti nucleari si intensificò rapidamente, e nei decenni successivi alla prima detonazione – nome in codice Trinity – sono stati condotti oltre duemila test da parte di una decina di paesi. Gli Stati Uniti e la Russia sono stati responsabili dei più devastanti mai registrati, ma oggi a preoccupare è la Corea del Nord, i cui test sono ritenuti un affronto alla comunità internazionale, da tempo impegnata per il processo di riduzione degli arsenali nucleari. Ecco sette dei test più impressionanti operati dalle superpotenze mondiali.

Ivy Mike – 1° novembre 1952

Fatta esplodere sull'atollo Enewetak delle Isole Marshall, nel cuore dell'Oceano Pacifico, Ivy Mike fu la prima bomba all'idrogeno o bomba H sperimentata dall'uomo. Con un'energia media sprigionata di circa 11 megatoni (un megatone corrisponde all'energia liberata dall'esplosione di un milione di tonnellate di tritolo), essa è stata circa 700 volte più potente di The Gadget e un migliaio di volte più potente della bomba di Hiroshima del 6 agosto 1945.

Foto di National Nuclear Security Administration/Nevada Site Office https://it.wikipedia.org/wiki/Ivy_Mike#/media/File:IvyMike2.jpg
in foto: Foto di National Nuclear Security Administration/Nevada Site Office

Castle Bravo – 1° Marzo 1954

Quinta esplosione per potenza della storia, con i suoi 15 megatoni, Castle Bravo fu uno dei test nucleari tenutisi nel 1954 sull'Atollo Bikini delle Isole Marshall in seno al programma Castle degli Stati Uniti. Il fungo atomico dopo dieci minuti dall'esplosione raggiunse un'altezza di oltre quaranta chilometri, mentre il suo diametro fu di cento chilometri. La potenza dell'esplosione fu maggiore di quanto preventivato, a causa delle errate considerazioni sul decadimento del Litio-7 presente nel combustibile. Il fallout radioattivo colpì anche gli atolli vicini e un peschereccio giapponese, ma le radiazioni vennero rilevate anche in India, Giappone, Europa e negli Stessi Stati Uniti. Circa 70 mila abitanti degli atolli di Rongrik e Utirik furono investiti in pieno dalle radiazioni.

Foto di United States Department of Energy
in foto: Foto di United States Department of Energy

Castle Romeo – 27 marzo 1954

Posizionata su una chiatta ormeggiata esattamente sopra al cratere creato dalla precedente esplosione del test Castle Bravo, questa bomba ebbe una potenza espressa analoga a quella di Ivy Mike, tuttavia si trattava del primo dispositivo termonucleare sganciabile (classe MK17). Gli Stati Uniti scelsero una chiatta per una ragione ben precisa: a forza di distruggere atolli con i test ne restavano ben pochi. Il fungo dell'esplosione Castle Romeo è uno dei più famosi nel campo dei media e uno dei più replicati anche in ambito cinematografico.

Foto di Wikimedia Commons https://en.wikipedia.org/wiki/Castle_Romeo#/media/File:Castle_Romeo.jpg
in foto: Foto di Wikimedia Commons

Castle Yankee – 4 maggio 1954

Caratterizzata da una struttura simile a Castle Romeo, Castle Yankee ne differiva per il sistema Runt II, ovvero, una differenza nel combustibile per la fase di fusione. Se in Castle Romeo vi era solo il 7,5 percento di isotopo Litio-6, in Yankee questo valore salì sino al 40 percento. Ciò permise al nuovo test di raggiungere la potenza di 13,5 megatoni. Anch'essa fu fatta esplodere su una chiatta ormeggiata su un cratere, questa volta prodotto dall'esperimento Castle Union. Il test fu così potente che in alcuni giorni i detriti arrivano in Messico, a oltre 11 mila chilometri di distanza.

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in foto: Foto di Wikimedia Commons

Operazione PLUMBBOB – 28 maggio / 7 ottobre 1957

Col nome Operation PLUMBBOB ci si riferisce alla serie di test nucleari più grande e lunga eseguita dagli Stati Uniti d'America, il paese che ne ha effettuati più di tutti, ovvero oltre un migliaio contro i 715 della Russia, sino all'ultimo test del 23 settembre 1992. Benché le esplosioni di questi test non potevano reggere il confronto con quelle della serie Castle dal punto di vista della potenza, furono di importanza fondamentale poiché contribuirono allo sviluppo delle testate da montare su missili intercontinentali o a raggio intermedio. In alcuni casi vennero montate anche su speciali cannoni in grado di spararle.

Immagine di atomcentral
in foto: Immagine di atomcentral

Operation Hardtack – 28 aprile / 18 agosto 1958

Operation Hardtack I e II furono una serie di test nucleari condotti dagli Stati Uniti alla fine degli anni '50 con lo scopo di sviluppare una nuova generazione di bombe, studiandone gli effetti in più fasi e con metodi di lancio svariati, tra i quali anche palloni gonfiati con l'elio, come nel caso della bomba Yucca. Le esplosioni non furono tra le più devastanti in assoluto, ma i test ad alta quota preoccuparono gli scienziati principalmente per i danni allo strato di ozono.

Foto di Wikimedia Commons
in foto: Foto di Wikimedia Commons

Bomba Zar – 30 Ottobre 1961

Il 30 ottobre 1961 fu fatta esplodere dall'ex Unione Sovietica la cosiddetta ‘Bomba Zar', conosciuta anche coi nomi di Tsar Bomba o RDS-220. La bomba all'idrogeno è stata la più potente della storia e raggiunse una potenza di oltre 50 megatoni, sebbene in principio gli ingegneri russi volessero testarne una da cento. L'esplosione fu migliaia di volte più potente rispetto a quella di Hiroshima e Nagasaki e fece danni a mille chilometri di distanza dall'epicentro, Novaya Zemlya, un arcipelago russo composto dalle due isole Severnyj e Južnyj. Qui vennero fatte esplodere altre bombe potentissime, come quelle dei test 173 e 174 del 25 e 27 settembre 1962 (da 20 megatoni) e il test 219 del 24 dicembre 1962 da oltre 24 megatoni.

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