La NASA ci riporterà sulla Luna nel 2024, o per lo meno questi sono i piani attuali e voluti dal Presidente degli Stati Uniti Trump, ma perché abbiamo deciso di tornare sul nostro satellite? Vediamo cosa c’è da sapere sulla prossima ‘passeggiata’ lunare prevista per i prossimi anni.

Dal 1969 ad oggi. Il 21 luglio 1969 l’essere umano, Neil Armstrong nello specifico, ha messo il primo piede sulla Luna per la prima passeggiata lunare. Dalla missione Apollo 11, 12 sono gli astronauti che hanno camminato sul suolo lunare, gli ultimi nel 1972 quando, con la missione Apollo 17, si è concluso il progetto spaziale lunare. Da allora non siamo più tornati sulla Luna. Il motivo, come ormai siamo, è principalmente economico: economico era il motivo per cui siamo partiti, economico è stato quello per cui abbiamo smesso, ed economico è quello per cui ora vogliamo tornare. Anche se sappiamo che, in fondo, a dare il via alle missioni Apollo è stato un motivo politico: gli Stati Uniti volevano dimostrare la loro superiorità all’Unione Sovietica. Una volta concluse le missioni Apollo, la ‘lotta per la supremazia’ si è sposta, e lo spazio per un po’ è diventato meno interessante.

Perché vogliamo tornare sulla Luna. Adesso però Trump, un po’ come Kennedy, ha bisogno della Luna, anzi… Trump vuole la Luna e anche Marte, per questo ha deciso di aumentare gli investimenti sulla NASA per permettere all’essere umano di tornare sulla Luna per fare un lungo salto verso Marte. La prossima missione sulla Luna infatti avrà come obiettivo il Pianeta Rossa. Sulla Luna, nel 2024, daremo il via alla costruzione di basi vivibili per gli astronauti, che raggiungeranno il satellite però nel 2028, per poi addentrarci di più nello spazio e fare la prima passeggiata su Marte.

I 12 esperimenti che faremo sulla Luna. Ovviamente, anche se andremo sulla Luna per costruire una sorta di ‘autrogrill’ per Marte, sul satellite effettueremo una serie di esperimenti scientifici. La NASA fa sapere di voler studiare la composizione dell’esosfera, del campo magnetico, della densità dei fotoelettroni vicino alla superficie lunare, inoltre sta lavorando alla realizzazione di strumenti utili a raccogliere informazioni in fase di atterraggio e decollo e di star costruendo lander in grado di portarci sul satellite e, per restarci più a lungo di una passeggiata, l’Agenzia Spaziale americana si sta concentrando su tecnologie per sfruttare i raggi solare per missioni di lunga durata.