L'infezione da coronavirus SARS-CoV-2, chiamata COVID-19, non interessa le sole vie respiratorie, ma può coinvolgere un gran numero di organi e tessuti dell'organismo, come dimostrano i numerosi studi scientifici sul tema. Gli scienziati non conoscono ancora tutte le conseguenze scaturite dal patogeno – del resto, è noto da meno di un anno -, e nuove condizioni continuano a emergere dall'analisi dei pazienti contagiati. L'ultima in ordine cronologico è la perdita dell'udito neurosensoriale a insorgenza improvvisa (SSNHL), una forma di ipoacusia – perdita dell'udito parziale – che si è sviluppata in un quarantacinquenne britannico.

A descrivere il suo caso è sono i tre medici specializzati in otorinolaringoiatria Foteini Stefania Koumpa, Cillian T. Forde e Joseph G. Manjaly, che lavorano presso lo University College di Londra e il Royal National Throat Nose and Ear Hospital della capitale inglese. Il paziente coinvolto, come riportato da BBC news, soffre di asma, e nei mesi scorsi è stato ricoverato presso un ospedale londinese dopo aver sperimentato sintomi ascrivibili alla COVID-19. Sottoposto al tampone-rinofaringeo, l'uomo è risultato positivo al coronavirus SARS-CoV-2.

Le sue condizioni si sono aggravate rapidamente ed è stato necessario trasferirlo in un reparto di terapia intensiva, dove è stato trattato con un ventilatore polmonare per la somministrazione di ossigeno, diversi farmaci e anche una trasfusione di sangue. La terapia è durata circa 30 giorni e il paziente è fortunatamente riuscito a sconfiggere l'infezione. Tuttavia, una settimana dopo essere stato trasferito dal reparto di terapia intensiva, il quarantacinquenne ha iniziato a sentire un ronzio all'orecchio sinistro e improvvisamente ha perso l'udito. I medici lo hanno sottoposto a tutti i controlli del caso, ma non hanno trovato alcuna possibile causa al di fuori dell'infezione da coronavirus. La perdita dell'udito, seppur parziale, è considerata irreversibile.

Secondo Koumpa e colleghi, poiché il patogeno è in grado di infettare una cellula polmonare con un determinato tipo di recettore, e poiché questo recettore si trova anche nelle cellule dell'orecchio medio, il SARS-CoV-2 potrebbe aver aggredito il nervo uditivo e determinato così la forma improvvisa di ipoacusia. Nell'abstract del proprio studio gli scienziati sottolineano che al mondo sono noti soltanto altri quattro casi di pazienti che hanno perso l'udito dopo la COVID-19, e il quarantacinquenne è il primo in Gran Bretagna. Tenendo presente il numero enorme di persone contagiate nel mondo – oltre 38 milioni, secondo l'ultimo aggiornamento della mappa interattiva dell'Università Johns Hopkins – gli otorinolaringoiatri sottolineano l'importanza di verificare con cura eventuali problemi di udito nei pazienti. I dettagli della ricerca “Sudden irreversible hearing loss post COVID-19” sono stati pubblicati sulla rivista scientifica British Medical Journal (BMJ) – Case Reports.