Credit: NASA/SDO (Sun), MPS/René Heller
in foto: Credit: NASA/SDO (Sun), MPS/René Heller

Diciotto nuovi esopianeti, cioè pianeti che orbitano attorno a stelle diverse dal Sole, sono stati scoperti “in un colpo solo” nello spazio profondo. Hanno tutti all'incirca le dimensioni della Terra. Il merito è di un nuovo, sofisticatissimo algoritmo in grado di migliorare sensibilmente la capacità di rilevazione della tecnica del transito, che si basa sulla variazione di luminosità di una stella per intercettare il passaggio di un corpo celeste. Lo hanno messo a punto tre scienziati tedeschi del Max Planck Institute for Solar System Research, dell'Osservatorio Sonneberg e dell'Istituto di Astrofisica presso l'Università Georg-August di Gottinga.

Caccia agli esopianeti. I tre ricercatori, René Heller, Michael Hippke e Kai Rodenbeck, hanno plasmato il nuovo algoritmo basandolo su una curva di luce più realistica dei vecchi modelli, che rispecchia meglio le variazioni di luminosità di una stella in un determinato arco di tempo. Ciò, come indicato, ha permesso di aumentare molto la sensibilità della tecnica del transito, rendendo più facili da intercettare anche i pianeti piccoli. Non è un caso che il 96 percento dei circa 4mila esopianeti scoperti fino ad oggi sia di gran lunga più grande della Terra, proprio perché è difficile scovare quelli di dimensioni contenute. La percentuale, indicano i ricercatori, non rispecchia affatto la reale distribuzione degli esopianeti nello spazio; quelli piccoli sarebbero infatti tantissimi. Vanno solo trovati con strumenti migliori. E l'algoritmo appena messo a punto ha dimostrato di avere ottimo fiuto, dato che ha scovato in un colpo solo i 18 nuovi esopianeti nei dati raccolti dal Telescopio Spaziale Kepler, spento a ottobre dello scorso anno. Si stima che fino a cento nuovi piccoli pianeti potranno essere trovati nei dati di Kepler, grazie al nuovo strumento informatico. È una notizia estremamente importante perché è proprio tra i più piccoli esopianeti che si potrebbero celare mondi abitabili come la Terra.

I nuovi mondi. I nuovi esopianeti individuati dal team guidato da Heller hanno un raggio che va dallo 0,7 al 2,2 percento di quello terrestre. I più grandi fra essi rientrano nella categoria delle cosiddette “super Terre”. Purtroppo, la quasi totalità non è abitabile, poiché troppo vicino alla stella di riferimento: la temperatura superficiale di questi esopianeti va infatti da 100° centigradi a oltre 1.000° gradi centigradi, quindi si tratta di vere e proprie “palle infuocate”. Uno fra essi, tuttavia, orbita con buona probabilità nella zona abitabile della propria stella, una nana rossa. Ciò significa che potrebbe avere un'atmosfera non infernale e acqua liquida sulla propria superficie; potrebbe dunque essere un mondo sul quale vivere e magari sul quale è già presente la vita aliena. I dettagli sui corpi celesti appena scoperti e sul super algoritmo utilizzato sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Astronomy & Astrophysics.