Un team di astronomi dell'Università di Exeter (Regno Unito) e dell'Università del Maryland ha scoperto il primo esopianeta “gioviano caldo” dotato di una stratosfera ricca di vapore acqueo, una parte dell'atmosfera nella quale le temperature aumentano salendo di quota. Un tempo la scoperta dei cosiddetti giovani caldi, esopianeti con una massa superiore a quella del gigante gassoso del Sistema solare, catalizzava l'attenzione dell'intera comunità scientifica, ma oggi, con la caccia aperta a pianeti simili alla Terra nella fascia abitabile, come i celebri sette esopianeti del Sistema Trappist-1, questi corpi celesti hanno perso parte del loro “appeal” mediatico.

La situazione cambia quando si ha a che fare con esopianeti peculiari, e dopo WASP-167b/KELT-13b scoperto da astronomi britannici e il rovente KELT-9B, anche Wasp-121b ha guadagnato un po' di “celebrità”, sebbene con un pizzico di ritardo, dato che la sua scoperta rilase al 2015. Sito a 900 anni luce dalla Terra, l'esopianeta è caratterizzato da una massa 1,2 volte superiore a quella Giove e un diametro che è circa il doppio, 1,9 volte per la precisione. Il dettaglio più interessante risiede nel fatto che esso orbita attorno alla propria stella di riferimento a una distanza ravvicinatissima. È talmente ridotta che un anno, ovvero un moto di rivoluzione completo, dura appena 1,3 giorni terrestri. Per fare un paragone con Giove, quest'ultimo impiega ben 12 anni per compiere un giro attorno al Sole.

Questa estrema vicinanza alla stella si traduce in una temperatura dell'atmosfera infernale, che può raggiungere i 2.500° centigradi. È talmente rovente che porterebbe in ebollizione diversi elementi metallici, ferro compreso. Proprio analizzandone l'atmosfera, sfruttando il celebre Telescopio Spaziale Hubble per la raccolta di dati spettroscopici, gli astronomi coordinati dal professor Tom Evans hanno scoperto la presenza della stratosfera. Essa è ricca di vapore acqueo “incandescente”, e la temperatura viene aumentata di ben 560° centigradi rispetto agli strati sottostanti. Ad oggi gli scienziati non sanno con certezza quali siano i composti chimici responsabili di un tale innalzamento, ma tra i principali candidati vi sono gli ossidi di vanadio e titanio. Se ne saprà di più con la messa in orbita del Telescopio Spaziale James Webb, attesa per il 2018. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati su Nature.

[Credit: Nasa, Esa e G. Bacon (Stsci)]