Quest'oggi, 23 febbraio, si festeggia il cosiddetto Giovedì Grasso del Carnevale 2017, un giorno speciale per questa festa, dato che assieme al Martedì Grasso e alla “Domenica di Carnevale”, che cadrà il prossimo 26 febbraio, rappresenta quello in cui parate, sfilate e festeggiamenti vari si fanno molto più chiassosi e colorati. Non va naturalmente dimenticato l'aspetto culinario, poiché in base alle tradizioni locali, i giorni “grassi” del carnevale collimano anche con la preparazione di piatti – in particolar modo dolciumi – decisamente caratteristici, oltre che calorici. Ma qual è l'origine del Giovedì Grasso? E perché si chiama proprio in questo modo curioso?

Tipiche maschere di venezia
in foto: Tipiche maschere di venezia

L'abbuffata prima del digiuno.

Per comprendere meglio l'origine del Giovedì Grasso e soprattutto del Martedì Grasso, ovvero l'ultimo giorno del Carnevale, è necessario fare riferimento alla collocazione temporale della festa, che, sebbene al giorno d'oggi possa apparire strano, si inserisce in un contesto religioso. Come si calcola la data del Carnevale? Questa festa precede la Quaresima, cioè i quaranta giorni che accompagnano i fedeli cristiani sino alla Pasqua. Secondo i dettami della Chiesa cattolica, oltre alla preghiera, alla carità e alla penitenza, il periodo della Quaresima deve essere caratterizzato anche dal cosiddetto digiuno ecclesiastico, a partire dal Mercoledì delle Ceneri, che segue il Martedì Grasso. Il giovedì e il martedì sono chiamati “grassi” semplicemente perché in questi giorni, in tempi passati, si mangiava in abbondanza, eliminando tutte le scorte di cibi migliori (come la carne) conservati in casa, prima di entrare nel periodo della penitenza alimentare. Sebbene generalmente fosse il martedì il giorno “grasso” per eccellenza, in base alle tradizioni locali esso poteva essere anche il giovedì.

Dolci e tradizioni.

In Toscana il Giovedì Grasso prende il nome di Berlingaccio, un termine che deriva dal tedesco “bretling” e si riferisce al “berlingare”, che tradotto dal dialetto significa letteralmente abbuffarsi con piacere. Non è un caso che il cibo carnevalesco per eccellenza, in alcuni paesi toscani, sia proprio il berlingozzo, un dolce al forno dalla classica forma di ciambella. Una tradizione analoga a quella del berlingozzo c'è anche in Polonia, dato che nel giorno del Giovedì Grasso si consuma un ipercalorico bombolone fritto alla crema chiamato pączki. Nel modenese, in questo giorno si consumano peculiari frittelle e si ricorda un vecchia tradizione che riguardava i bambini più poveri, quella della raccolta del lardo con lo “sprocco”, un ramo secco.

Una ricorrenza storica.

Sebbene l'associazione culinaria risulti quella più accreditata, esiste anche un'altra versione che spiega l'origine del Giovedì Grasso, ed è legata a una delle città che fa del Carnevale un vero e proprio vanto, quella di Venezia. Secondo questa versione, il Giovedì Grasso non sarebbe stato altro che una festa celebrativa di una storica vittoria ottenuta dalla Repubblica di San Marco. La festa, inizialmente legata alla simbolica decapitazione di tori, si sarebbe poi trasformata in un evento meno cruento e più tradizionale, il cui retaggio sarebbe apprezzabile ancora oggi nei caratteristici festeggiamenti veneziani. Tra essi il cosiddetto “volo del Turco” in Piazza San Marco.

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