L'Amministrazione Nazionale Oceanica ed Atmosferica (NOAA) americana ha dichiarato ufficialmente che nella costa orientale degli Stati Uniti, quella che affaccia sull'Oceano Atlantico, è attualmente in atto un “evento insolito di mortalità” tra le megattere (Megaptera novaeangliae). Per questa ragione, oltre ad indire una conferenza stampa nella quale saranno divulgati ulteriori dettagli sul fenomeno, ha formato un team di esperti al fine di indagare sulle effettive cause che stanno provocando la morte di questi grandi cetacei.

Negli ultimi mesi sono state numerose le segnalazioni di carcasse di megattera rinvenute sia in acqua che sulle spiagge delle coste USA, dal Maine sino alla Carolina del nord. In pochi mesi ne sono state contate quattro nel Delaware (l'ultima pochi giorni fa a Port Mahon) e altre quattro in Virgina: dal 2016 il NOAA ne ha contate in tutto ben 41. Si tratta di un numero particolarmente elevato che suggerisce l'esistenza di un problema reale che impatta sulla salute di questi animali.

Alcuni biologi marini hanno già indicato una causa potenziale, ovvero un'epidemia di Morbillivirus dei cetacei (CeMV), la stessa che tra il 2013 e il 2015 ha già provocato una moria di delfini nell'Oceano Atlantico. L'ultima ha colpito in maniera particolarmente dura i tursiopi (Tursiops truncatus), la stessa specie alla quale appartiene il famoso Flipper e quella per la quale i pescatori delle Eolie hanno recentemente indetto uno sciopero della pesca, per ragioni di “competizione”. Del Morbillivirus dei cetacei sono noti tre ceppi (DMV, PWMV e PMV) associati a una grave infezione polmonare ed encefalica, che oltre a ridurre drasticamente il sistema immunitario rende difficile il nuoto e porta i mammiferi marini a spiaggiarsi e morire.

Nella conferenza del NOAA è verosimile che verranno rilasciati dati sugli ultimi esami necroscopici effettuati. Questo evento rappresenta un duro colpo per le megattere, che soltanto di recente, dopo essere state a lungo nella lista di animali in pericolo di estinzione a causa della baleneria, hanno di nuovo raggiunto un buon numero di esemplari, con popolazioni floride talvolta protagoniste di enormi ed insoliti assembramenti.

[Foto di NOAA]