Il picco della visibilità è alle spalle, ma non c'è motivo di demoralizzarsi. Le "stelle cadenti di San Lorenzo" si sono mostrate in tutta la loro bellezza e luminosità nella notte tra il 12 ed il 13 agosto, precisamente intorno alle 2.30. Purtroppo non tutti sono potuti godere lo spettacolo, poiché parte dei cieli italiani è stata coperta da ammassi nuvolosi piuttosto consistenti. Chi tuttavia ha potuto osservare un cielo terso, ha beneficiato anche della fase di Luna Nuova, ossia dell'assenza del nostro satellite naturale dalla volta celeste.

Lo sciame di meteoriti sta ancora passando sulla Terra, il che permette comunque di poter vedere qualche altra stella cadente. Si calcola infatti che lo sciame resterà attivo fino al 24 agosto, ragion per cui – con un po' di fortuna – sarà ancora possibile vedere ad occhio nudo lo spettacolare impatto dei meteoriti con la nostra atmosfera, sebbene non cento all'ora come se ne possono osservare nel picco di visibilità.

in foto: Sito archeologico di Maculje vicino a Novi Travnik in Bosnia.

Le stelle cadenti di San Lorenzo in realtà non sono stelle, ma meteoriti che seguono la cometa Swift-Tuttle. La maggior parte di questi corpi è grande quanto un granello di sabbia, mentre la cometa che "trascina" lo sciame ha un diametro di quasi 10 chilometri. Nessuna paura, però, perché per i prossimi mille anni almeno Swift-Tuttle non è in rotta di collisione con il nostro pianeta. I meteoriti, che quando entrano in atmosfera hanno una velocità di circa 214.365 km/h, non rappresentano un problema per l'uomo sulla superficie terrestre, mentre è diverso il discorso per le apparecchiature in orbita intorno al pianeta. Basti ricordare che nel 1993 il satellite Olympus dell'Esa è stato probabilmente messo fuori uso proprio dall'impatto con una meteora delle Perseidi.