18:38

Ora legale 2014, quando spostare le lancette dell’orologio

Domenica mattina scocca l'ora legale. Una convenzione che l'Unione Europea ha uniformato per tutti i paesi dell'Ue stabilendo date e orari precisi. L'obiettivo? Sempre lo stesso: il risparmio energetico.

Ora legale 2014, quando spostare le lancette dell'orologio.
in foto: Quando spostare le lancette

L'ora legale è un'idea introdotta nel 1784 come espediente per risparmiare energia. A proporlo fu Benjamin Franklin, ma perché la sua idea potesse trovare seguito, si dovette attendere il 1916, quando a Londra la Camera dei Comuni istituì l'ora legale nel quadro delle misure economiche necessarie per far fronte alla Prima guerra mondiale. Questa soluzione venne usata per sfruttare al massimo le ore diurne. Il moto di rivoluzione della Terra intorno al Sole, infatti, porta le ore del giorno ad aumentare man man che ci si avvicina ai mesi estivi. Quando occorre l'ora legale, dunque, le lancette dell'orologio si spostano di un'ora avanti (per cui, come si riassume di frequente, "si dorme di meno"), mentre si spostano un'ora indietro quando scatta l'ora solare.

L'ora legale in Italia
Dove si applica l'ora legale
Con l'ora legale si risparmia?
I sostenitori dell'ora legale tutto l'anno

L'ora legale in Italia

L'ora legale in Italia scatta, secondo disposizione dell'Unione Europea, alle 2 dell'ultima domenica di marzo (indipendentemente dal fuso orario), mentre si passa all'ora solare alle 3 dell'ultima domenica di ottobre. La data del 2014 è pertanto il 30 marzo, mentre quella solare è il 26 ottobre. In base alla normativa europea è possibile conoscere in anticipo le date dei prossimi cambi d'ora. L'ora legale del 2015, ad esempio, scatterà il 29 marzo e terminerà il 25 ottobre. Nel nostro paese non è stata sempre questa la distribuzione dei due orari. L'orario legale in vigore, infatti, è stato istituito dall'Unione europea nel 2010 e che è stata recepita dall'Italia per decreto nel 2013. La prima volta che l'ora legale venne applicata in Italia risale al 1916 e fu motivata, così come in altri paesi, sull'esigenza di risparmiare per far fronte alle spese di guerra. Nel 1920 tornò l'orario unico, ma il secondo conflitto mondiale – e la successiva ricostruzione – impose nuovamente questa misura di austerità: dal 1940 al 1948 l'ora legale venne reinserita ed abolita più volte. Venne il Dopoguerra e con il Miracolo italiano i risparmi dell'ora legale vennero relegati al passato. Finché nel 1966 i prodigi dell'economia italiana non si trovarono in piena fase declinante e la legge 1144 non delegò il Presidente della Repubblica a decidere di anno in anno le date dell'ora legale e solare.

Dove si applica l'ora legale

Dove sono istituite ora solare e legale.

In quanto convenzione, l'ora legale non si applica ovunque. In primo luogo ne sono esclusi tutti i paesi equatoriali, che hanno una distribuzione del giorno e della notte meno soggetta a grandi variazioni durante l'anno. Mentre in Oriente pressoché nessun paese adotta la distinzione dei due orari, in Occidente essa è istituita quasi ovunque. Nel Vecchio continente è in vigore ovunque, sia nella parte continentale che in Inghilterra e, in generale, nel Regno Unito. Anche nei paesi dell'Europa Orientale che non fanno parte dell'UE trova applicazione l'ora legale (caso particolarmente interessante per i drammatici eventi di cronaca è rappresentato dall'Ucraina, che ha deciso di uniformarsi ai paesi europei piuttosto che alla Russia, che dal 2011 non l'adotta più).  Capita inoltre che all'interno di alcuni stati federali, come Canada e Stati Uniti, alcune regioni applichino l'ora legale e altre no. Esplicativo in tale senso è l'orario legale in Brasile e in Australia, sia perché esso trova applicazione solo in alcune parti del paese, sia perché, trovandosi nell'emisfero australe, le date sono invertite rispetto al nostro, quello boreale. L'ora legale in Brasile si applica tra ottobre e febbraio nelle regioni meridionali e sud-orientali, a Goiás, Mato Grosso do Sul e a Bahia; in Australia da febbraio ad aprile negli stati di New South Wales, Victoria, Tasmania, Australian Capital Territory e South Australia.

Risparmi o sprechi dell'ora legale

Istituita per far risparmiare alle famiglie e allo stato le ore di buio consegnate al lavoro e al diporto, l'ora legale mira ad ottimizzare il periodo di luce, anticipando il momento della sveglia e quello del sonno. Si tratta tuttavia di un espediente diventato convenzione solo in epoca moderna, dal momento che le civiltà agricole si organizzavano naturalmente sul sorgere del Sole (a Roma veniva detta ora prima, diversa ogni giorno, quella del levare della stella all'orizzonte). Ma l'utilità dell'ora legale, per la quale è stata promossa nell'ultimo secolo, non è quella di riallinearci al nostro bio-ritmo preindustriale. L'obiettivo è il risparmio che, secondo i calcoli della società Terna, ammonta a 560 milioni di kilowattora nei prossimi sette mesi. Il mese che farà registrare il maggior risparmio, e che è stato incluso nell'ora legale dall'ultima normativa Ue del 2010, è ottobre, durante il quale il risparmio dell'ora legale ammonta a 152,3 milioni di kilowattora. Parte della comunità scientifica tuttavia contesta da tempo l'uso di tale convenzione, sottolineando come il risparmio in termini economici e di inquinamento sia irrisorio rispetto al consumo dell'intero anno. Non solo, ma in un mondo che cambia e che divora energia, le lampadine elettriche (sempre più a basso consumo) sono destinate a diventare una voce di spesa sempre più irrilevante. A queste osservazioni, fortemente sostenute dai propugnatori di una sorta di "ora solare tutto l'anno" (si veda oltre), si sono aggiunte anche le ricerche scientifiche che rilevano un aumento degli infarti e degli incidenti stradali nel lunedì che segue il nuovo orario.

Ora legale tutto l'anno

In Italia, secondo sondaggi del Codacons, il 50% dei cittadini è a favore dell'ora legale tutto l'anno. Una soluzione che, secondo i sostenitori, porterebbe tutti a risparmiarne in salute, evitando quel periodo di adeguamento per alcuni molto sofferto e che forse con eccesso descrittivo è stato definito "jet lag". Come suddetto, gli studi scientifici che attaccano l'uso dell'ora legale non mancano, ma a questi si contrappongono altre ricerche che invece "scagionano" questa convenzione. Nel 2013 Francesco Peverini, direttore scientifico della “Fondazione per la ricerca e la cura dei disturbi del sonno”, ha osservato che in realtà l'alternanza di due orari non fa altro che adeguare la vita delle persone alle nuove condizioni di luce e che pertanto risponde meglio dell'ora legale tutto l'anno al nostro bioritmo naturale. Piuttosto, osservò il prof. Peverini, sono ben altre le cause del disturbo del sonno, che vanno ricercate nei ritmi di lavoro sempre più frenetici. Ciononostante sono in molti a lamentare i fastidi causati da quello spostamento di 60 minuti delle lancette dell'orologio. Problemi che secondo alcuni pediatri peseranno sopratutto sui bambini dai 0 ai 14 anni, maggiormente legati alle proprie abitudini e più facili all'irritabilità nel caso in cui dorma poco. Italo Farnetani, pediatra di Milano, ha suggerito ad ADN Kronos una "terapia" semplice e piacevole per superare l'alterazione delle abitudini causate dall'ora legale: "se si sfrutteranno le giornate del fine settimana per stare all'aperto l'adattamento durera' meno del solito". Lo stesso pediatra, peraltro, è sostenitore convinto dell'ora legale tutto l'anno.

commenta
STORIE INTERESSANTI
STORIE DEL GIORNO
FANPAGE D'AUTORE