Ricercatori dell'Università James Cook di Townsville (Australia) e dell'Istituto di affari pubblici di Melbourne hanno determinato che l'attuale innalzamento delle temperature potrebbe non essere causato dall'attività umana. In altri termini, secondo gli autori dello studio, l'intensa fase di riscaldamento globale che stiamo attraversando non sarebbe catalizzata dalle emissioni di anidride carbonica prodotte dalla nostra specie, ma un fenomeno del tutto atteso e naturale.

Per giungere a questa conclusione, che non mancherà di scatenare asprissime polemiche in ambito accademico e non, i ricercatori John Abbot e Jennifer Marohasy si sono avvalsi di una cosiddetta rete neurale artificiale (ANN), un modello matematico di “apprendimento automatico” basato sulle reti neurali biologiche. Gli studiosi hanno innanzitutto raccolto i dati scientifici in grado di fornire una misurazione indiretta delle temperature passate, come ad esempio gli anelli degli alberi, la crescita dei coralli, il polline, le perforazioni, le stalagmiti e molto altro ancora. Sottoponendoli alla simulazione informatica hanno provato a “prevedere” le temperature attuali, togliendo dall'equazione le emissioni di CO2 emesse dall'uomo a partire dalla rivoluzione industriale. Incredibilmente, la rete neurale artificiale ha fornito valori per il XX secolo del tutto in linea con quelli reali, dunque la simulazione ha "suggerito" che anche in assenza dei combustibili fossili avremmo avuto lo stesso fenomeno di riscaldamento.

Dall'analisi dei dati i ricercatori hanno rilevato due tendenze di aumento delle temperature: durante il Medioevo, nel 1200 dopo Cristo, e a partire dal 1980. Nel mezzo fra i due picchi ci sarebbe stata invece una sorta di epoca glaciale. Non è la prima volta che si stima un Medioevo “rovente”, con temperature medie superiori alle attuali, e uno studio di 700 scienziati provenienti da 40 diversi paesi lo aveva già confermato nel 2013. Senza sminuire l'impatto dei gas serra, per gli studiosi australiani la variabilità climatica naturale sarebbe dunque la reale responsabile dell'attuale innalzamento delle temperature, con tutto ciò che comporterebbe in termini di azioni e politiche da intraprendere per limitare il fenomeno. I dettagli dello studio sono stati pubblicati sulla rivista scientifica GeoResJ.

[Foto di Tumisu]