A venti anni dal suo lancio in orbita, avvenuto il 15 ottobre 1997 dal John F. Kennedy Space Center in Florida, la sonda Cassini della NASA si prepara al cosiddetto ‘Gran Finale' della sua affascinante missione, una serie di orbite sempre più ravvicinate attorno a Saturno che culmineranno con la disintegrazione nell'atmosfera del gigante gassoso. I dati per effettuare queste vere e proprie manovre acrobatiche, che si compiranno nello spazio compreso tra il pianeta e l'anello più interno, verranno caricati nei computer della sonda il prossimo 15 aprile, ma la prima orbita ravvicinata delle 22 previste avverrà mercoledì 26 aprile. Il tuffo finale nell'atmosfera di Saturno è invece programmato per il 15 settembre, dopo 13 anni di onoratissima carriera (la sonda giunse attorno al pianeta nel 2004), durante la quale ha inviato dati e documenti eccezionali su uno dei corpi celesti più affascinanti del Sistema Solare.

sonda cassini saturno

“Nessuna sonda ha mai attraversato la regione unica che cercheremo di raggiungere con coraggio 22 volte”, ha sottolineato con orgoglio il dottor Thomas Zurbuchen, dirigente dello Science Mission Directorate della NASA a Washington. “Quello che impareremo dalle audaci orbite finali di Cassini sarà una maggiore comprensione su come i pianeti giganti e i sistemi planetari si formano ed evolvono”, ha proseguito lo scienziato. Tra i dati che gli astronomi cercheranno di ottenere da questi tuffi vi sono informazioni sulla composizione dell'atmosfera interna di Saturno e l'origine dei suoi incredibili anelli. Inoltre non mancheranno scatti fotografici memorabili, come quelli inviati grazie ai passaggi effettuati negli ultimi mesi attraverso gli anelli: tra essi, quelli delle ondulazioni dell'anello A provocate dal passaggio di Dafni,  il satellite Pandora e il satellite Pan, dalla curiosissima forma di raviolo.

Dettaglio dell'anello Bin foto: Dettaglio dell'anello B

Le manovre del Gran Finale non saranno esenti da rischi per la sonda, dato che i passaggi ravvicinati aumentano le possibilità di collisione con particelle di grosse dimensioni, che potrebbero danneggiarla irrimediabilmente. Ma è un rischio che gli ingegneri sono disposti a correre; il carburante è ormai quasi esaurito e la missione sta volgendo al suo atto finale. A metà settembre, prima dell'impatto con l'atmosfera di Saturno, ci sarà anche un ultimo passaggio ravvicinato al satellite Titano. Lo schianto su uno dei satelliti, in particolar modo su Encelado, avrebbe potuto fornire dati inediti su questi affascinanti corpi celesti, tuttavia, poiché si ritiene che essi possano ospitare vita, gli scienziati hanno deciso di non contaminarli con i detriti della sonda.

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[Foto di NASA]