Circola da diverso tempo – soprattutto mediante il passa-parola su WhatsApp – un curioso vademecum che dovrebbe spiegarci come dobbiamo comportarci in caso di attacco di cuore, vi riportiamo alcuni stralci del testo con la raccomandazione di dimenticarlo non appena avrete finito di leggere l'articolo.

Prendi 2 minuti e leggi questo. […] All’improvviso cominci a sentire un forte dolore che corre verso il braccio sinistro e fino alla mandibola e la parte superiore del ventre. […] Comunque, la vittima può aiutarsi provocandosi la tosse in continuazione e con molta energia. […] Un respiro e un colpo di tosse devono ripetersi ogni due secondi senza tregua fino al momento in cui arriva un aiuto o fino a che sentite che il cuore batte normalmente. I respiri profondi portano ossigeno ai polmoni e la tosse in tali condizioni crea movimenti che stringono il cuore e mantengono attiva la circolazione del sangue.

Vademecum o roulette russa?

Il testo proviene da molto lontano, nello spazio e nel tempo. I primi ad occuparsene sono stati i colleghi di Snopes. L'originale circolava in Rete dal 1999. Inizialmente si trattava di un messaggio diffuso per e-mail, pian piano è stato tramandato ovunque, tradotto anche in italiano. Più o meno la versione è rimasta sempre la stessa. Tanto per farci un'idea di quanto sia pericoloso dare retta a vademecum simili, facciamo notare che la tosse ritmica aumenta la pressione nel petto in maniera appena sufficiente a mantenere la circolazione del sangue contenente ossigeno. Questa procedura però vale solo su persone che rischiano di perdere conoscenza, sarebbe infatti indice di arresto cardiaco. Se tale pratica viene impiegata verso chi ha avuto un attacco di cuore, senza che possa provocare arresto cardiaco, può essere invece molto pericoloso. Si tratta di differenze che solo degli esperti possono cogliere in maniera adeguata. Tale procedura è quindi estremamente rischiosa in ogni caso.

Come informarsi davvero in Rete.

E' possibile consultare il sito della Italian resuscitation council: Gruppo italiano per la rianimazione cardio polmonare (Irc). Per i più tenaci sono disponibili degli appositi corsi di formazione per il primo soccorso. Oltre a tutto questo si raccomanda ovviamente di chiamare il prima possibile un'ambulanza. Nessuno più di un professionista – come un infermiere o un medico – è sufficientemente qualificato in circostanze di questo tipo.