Ha riscosso un certo successo la storia di un predicatore dello Zimbabwe divorato dai coccodrilli dopo aver cercato di camminare sulle acque alla maniera di Cristo. All'ultimo momento alcune testate inglesi che avevano abboccato si sono affrettate ad aggiornare i loro titoli, facendo presente che siamo di fronte all'ennesima fake news. Il modo in cui si è evoluta la storia è tipico di tante altre bufale che girano in Rete già da diversi anni. Recentemente abbiamo pubblicato un decalogo dove spieghiamo come è possibile rendercene conto evitando di contribuire a intasare i Social con condivisioni inutili.

La coda di paglia dei tabloid. Peccato che non si tratta di una rettifica ma del correre ai ripari a seguito del fact checking eseguito da Mashable. La fonte originale avrebbe dovuto essere stata pubblicata sul Zimbabwe Herald. Tuttavia non se ne trova traccia. Facendo una ricerca per parole chiave scopriamo che la fonte di una storia molto simile è stata pubblicata in un sito satirico nel 2016. Inutile far notare che anche in siti internazionali di comprovata autorevolezza, quali Bbc e Cnn non vi è altrettanta traccia.

Il sacrificio del predicatore dal 2014 a oggi. Facendo una ricerca basata sulle immagini correlate alla fake news – che come facilmente intuibile sono da considerarsi di repertorio – capiamo come questa notizia abbia subito un'evoluzione, infatti gira dal 2014 in versioni diverse. Lo si capisce caricando su Google immagini le foto più utilizzate dai tabloid che l'hanno diffusa, scoprendo che curiosamente questo pastore muore nel tentativo di emulare il suo dio almeno dal 2014, non solo nello Zimbabwe, anche in Nigeria. Potremmo pensare che i coccodrilli alla fine lo abbiano soppresso perché molestati da queste continue trasferte, invece è la solita pubblicazione satirica decontestualizzata e trasformata in una fonte.