Un team di studiosi dello Smithsonian Institution, istituto di ricerca con sede a Washington che gestisce il più grande complesso di musei al mondo, ha determinato che i cambiamenti climatici potrebbero provocare l'estinzione di un terzo dei parassiti entro 50 anni. Sebbene i rapporti con l'uomo siano tutto fuorché idilliaci – del resto a nessuno piace avere a che fare con pulci e pidocchi -, è indubbio che si tratti di una cattivissima notizia: la loro scomparsa, infatti, scuoterebbe nelle fondamenta i delicati equilibri ecologici che sostengono i vari habitat.

Questi organismi, quando presenti, sono considerati sintomo di un ecosistema in buona salute, dato che normalmente necessitano dell'interazione con più specie per svilupparsi e prosperare. Eliminarne così tanti e in un lasso di tempo così ridotto (il 2070 è dietro le porte) potrebbe dunque avere effetti del tutto imprevedibili sulla tenuta degli ecosistemi. Basti pensare agli insetti impollinatori che si nutrono delle loro larve; l'effetto a cascata potrebbe ad esempio coinvolgere anche alberi e piante di interesse commerciale per l'essere umano.

Fortunatamente, la previsione fatta dai ricercatori dello Smithsonian Institution è da ritenersi valida solo nel caso in cui dovesse realizzarsi lo scenario peggiore in termini di cambiamenti climatici. In quel caso, avremmo da temere molto più che la scomparsa di alcuni ecosistemi, per quanto sia drammatica e pericolosa anch'essa. L'innalzamento dei mari a causa dello scioglimento dei ghiacci farebbe ad esempio sprofondare nell'acqua intere metropoli costiere (e non solo), mentre la siccità estrema costringerebbe a migrare molte popolazioni. La conseguente riduzione delle terre emerse scatenerebbe vere e proprie guerre per il territorio, senza dimenticare la proliferazione di malattie, crisi idriche, distruzione dei raccolti e ondate di calore mortali, che associate al previsto picco demografico avrebbero effetti catastrofici sull'intera umanità.

I ricercatori dello Smithsonian Istitution, che hanno ottenuto la stima analizzando l'enorme collezione di specie presenti nei propri musei e raccogliendo dati sulla distribuzione geografica dei parassiti, sostengono che, nella migliore delle ipotesi in termini climatici, a scomparire sarebbe il 10 percento delle specie. I dettagli dello studio sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Science Advance.

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