Dopo una lunga striscia positiva di record e successi, SpaceX, la compagnia aerospaziale privata del magnate Elon Musk, ha fallito il lancio del suo razzo lanciatore Falcon 9, che avrebbe dovuto portare in orbita geostazionaria (GTO) il satellite Intelsat 35e. A interrompere la procedura in un momento critico, ad appena dieci secondi dal liftoff dalla piattaforma 39A (LC-39A) del Kennedy Space Center (Florida) della NASA, un'anomalia rilevata dai computer, che hanno automaticamente interrotto l'accensione dei propulsori e dunque il decollo.

Gli ingegneri di SpaceX sono ancora a lavoro per comprendere esattamente la tipologia di guasto; al momento, l'unica certezza è il coinvolgimento dei sofisticatissimi sistemi di guida. Nonostante l'inaspettata battuta d'arresto è stato già programmato un nuovo tentativo di lancio, che verrà effettuato il 3 luglio alle 19:37 ora locale, quando nel nostro Paese sarà l'1:37 del 4 luglio. L'anomalia ha impedito alla compagnia di Elon Musk di raggiungere lo storico traguardo del lancio di tre Falcon 9 in appena una settimana, dopo la doppietta dell'ultimo week-end di giugno che ha portato in orbita tra venerdì e domenica 11 satelliti, il grosso BulgariaSat-1 è uno sciame di 10 ‘piccoli' Iridium NEXT.

Nella missione abortita il Falcon 9 avrebbe dovuto sganciare il satellite della Boeing Intelsat 35e, un dispositivo per telecomunicazioni che fornirà servizi e applicazioni – anche governative – in varie aree dell'America Latina, nei Caraibi e in Africa occidentale. Lo sgancio nell'orbita geostazionaria durante il nuovo tentativo di stanotte avverrà 32 minuti dopo il decollo, e non verrà effettuato il recupero del primo stadio, una fase cruciale della strategia di SpaceX per ridurre i costi delle missioni. Sul sito della compagnia si specifica che il recupero non verrà fatto a causa “dei requisiti di missione”, molto probabilmente legati al peso o alle dimensioni del satellite imbarcato. Stanotte scopriremo l'esito del secondo tentativo.

[Foto di SpaceX]