Un filmato che circola in Rete già da un paio di mesi mostra un bambino che si ritiene affetto da epilessia a seguito della vaccinazione contro il meningiococco B. Il video è del tutto decontestualizzato, c'è chi pensa si tratti di un caso italiano e non si forniscono del resto ulteriori dati per capire il contesto reale. Con una ricerca nel Web abbiamo scoperto che i fatti risalgono al dicembre 2016 e riguardano il piccolo Bobby Maguire avente allora dieci mesi di età. I genitori Luke Maguire e Louise McKever lo hanno filmato durante quella che sembrerebbe una crisi epilettica, ne avrebbero contato quattordici in un giorno. L'accusa mossa da chi riporta il video in maniera decisamente parziale (per esempio noti siti che fanno disinformazione antivax) è che sia colpa della vaccinazione contro il meningiococco B – più frequente in Europa, assieme al ceppo "C" – le cui complicanze possono portare alla morte.

Sciacallaggio e disinformazione in Rete.

In questo periodo sono stati prodotti tanti filmati dove si predica il terrore contro i vaccini, correlandoli – senza presentare mai dati rilevanti – con l'autismo o l'epilessia. Questo dovrebbe apparire assurdo, visto che stiamo parlando di malattie dovute a particolari predisposizioni genetiche non collegabili col contenuto dei vaccini. Nel caso dell'autismo è possibile rilevare i primi sintomi già nel feto. A tal proposito rimandiamo ad una ricerca pubblicata sulla Mit Technology Review, intitolata "Mapping Autism in the Developing Brain", riguarda proprio la ricerca dell'autismo nel cervello in formazione nel feto.

La falsa correlazione vaccini-epilessia.

Il vaccino incriminato è chiamato Bexero. Nel momento in cui avvengono i fatti sono state distribuite un milione di dosi senza registrare reazioni avverse, fermo restando che nessuno studio mette in correlazione i vaccini con l'epilessia, come avevamo già spiegato in un articolo precedente. Recenti studi hanno stabilito invece un nesso tra la malattia e particolari alterazioni genetiche. La prima ipotesi che possiamo avanzare è che al solito una correlazione temporale è stata confusa – comprensibilmente per i genitori – con un nesso di causa-effetto. Se una persona dopo aver indossato il casco per la prima volta manifestasse disturbi neurologici, faremmo presto a capire che si tratta solo di coincidenze; con una questione come quella dei vaccini è più complicato, le emozioni e i soliti sciacalli dell'informazione giocano un ruolo non indifferente.

I primi risultati sulla salute di Bobby.

Interessanti nel contesto di questa vicenda i primi responsi da parte degli esperti. Bobby è stato sottoposto ad analisi per capire quale forma di epilessia potrebbe aver causato le sue crisi, indipendentemente dal vaccino. Le analisi, compresa la scansione Eeg (elettroencefalogramma), danno risultati negativi. Si attendevano allora ulteriori test genetici, anche se il collegamento tra epilessia e genetica – come abbiamo visto – è molto recente, non possiamo quindi aspettarci ancora risultati soddisfacenti. Come quando, pur sapendo che ognuno ha un patrimonio genetico diverso, era difficile stabilire in tribunale la colpevolezza di un imputato dall'analisi del sangue. Solo in tempi recenti test più precisi hanno permesso la scarcerazione di numerosi innocenti. Non di meno, l'esame del filmato in questione ha portato gli esperti a concludere che le crisi possano essere "convulsioni tonico-cloniche", le quali sarebbero sintomi di una rara sindrome, detta di Dravet. L'esperta di epilessia Chantal Spittles ha dichiarato

Non siamo a conoscenza di un collegamento tra l'epilessia e il vaccino contro la meningite B. […] Ci sono tanti tipi di epilessia che sono comuni nei bambini dell'età di Bobby, comprese alcune sindromi meno note, tra cui la sindrome di Dravet.

Cos'è la sindrome di Dravet?

Questa malattia si manifesta proprio entro il primo anno di vita, è stata studiata per la prima volta nel 1978 da Charlotte Dravet in Francia, definendola "epilessia mioclonica severa del lattante". Un particolare interessante della sindrome è che non si presenta a seguito di antecedenti patologici che possano permetterci di prevederne l'insorgenza. Del resto un anno di vita è un lasso di tempo piuttosto ridotto.