Fra quattro anni la NASA invierà una sonda – chiamata Lucy – verso i “fossili” del Sistema Solare, i cosiddetti satelliti troiani di Giove, che gli astronomi ritengono essere antichi quasi quanto il Sole e per questo depositari dei segreti che hanno dato origine al nostro sistema. La missione, a sorpresa, è stata selezionata assieme a quella di Psiche 16, dopo aver battuto la concorrenza di altre affascinanti proposte. L'agenzia spaziale americana è infatti solita organizzare una sorta di concorso per valutare le migliori idee circa l'esplorazione del Sistema Solare, e quest'anno, invece di puntare su una singola missione del programma Discovery, ha deciso che raddoppierà i propri sforzi, con un esborso economico di ben 450 milioni di dollari.

Il nome della missione non è stato scelto a caso, come ha spiegato il ricercatore del Southwest Research Institute Harold F. Levison: “Poiché i satelliti troiani rappresentano i resti del materiale primordiale che ha generato i pianeti esterni, essi possiedono indizi vitali per decifrare la storia del sistema solare. Lucy, come il fossile umano dal quale prende il nome, rivoluzionerà la comprensione delle nostre origini”. Il lancio di Lucy avverrà nel 2021, ma raggiungerà il primo asteroide nella Fascia principale soltanto nel 2025. Tra il 2027 e il 2033 metterà invece nel mirino gli obiettivi principali della missione, sei distinti asteroidi troiani, che gravitano nei punti di equilibrio tra le forze gravitazionali di Giove e Sole, i cosiddetti Punti di Lagrange.

Il primo satellite troiano (588 Achilles) fu scoperto nel 1906 dall'astronomo tedesco Maximilian Wolf, e ad oggi se ne contano alcune migliaia. Prendono il nome dagli eroi della mitologia greca che combatterono la Guerra di Troia e sono divisi in due distinti gruppi principali, quello greco e quello troiano. La loro colorazione è peculiare, una sorta di vino bordeaux molto scuro. Verranno studiati attraverso strumenti simili a quelli equipaggiati sulla sonda New Horizon inviata verso Plutone, in particolar modo al RALPH e al LORRI. Nei prossimi anni, grazie anche a Psiche 16, scopriremo molto di più anche sulle origini del nostro pianeta.

[Illustrazione di NASA]