Ricercatori del Johns Hopkins Kimmel Cancer Center di Baltimora (Stati Uniti) hanno creato un test del sangue in grado di diagnosticare precocemente quattro distinte tipologie di cancro: al colon-retto, al polmone, al seno e alle ovaie. Non si tratta del primo kit di questo genere e negli ultimi mesi sono diversi gli istituti che hanno ottenuto risultati molto incoraggianti; basti pensare a quelli raggiunti dall'Università della California di San Diego, dall'Università Purdue e dalla Grail, una società finanziata da miliardari come Jeff Bezos e Bill Gates. La grande novità del nuovo test, il cui sviluppo è stato coordinato dal professor Victor Velculescu, docente di oncologia presso l'Università Johns Hopkins, risiede nel fatto che riesca ad abbattere il rischio dei cosiddetti “falsi positivi”, ovvero a non confondere mutazioni del DNA di origine differente con quelle cancerose. In altre parole, non diagnostica il cancro nelle persone sane.

Testato su campioni tumorali e di sangue provenienti da 200 pazienti di Stati Uniti, Paesi Bassi e Danimarca, il kit è stato in grado di individuare il 62 percento dei tumori nella fasi più precoci, ovvero al primo e al secondo stadio. Per quanto concerne il cancro al colon-retto, uno dei più diffusi e pericolosi, ha rilevato lo Stadio I nel 50 percento dei pazienti; lo Stadio II nell'89 percento; lo Stadio III nel 90 percento e lo Stadio IV nel 93 percento. Statistiche un po' meno precise ma comunque incoraggianti sono state ottenute anche per le altre tre tipologie di cancro prese in esame, dimostrando l'efficacia del test. Nessuna mutazione cancerogena è stata invece rilevata nei 44 pazienti sani del gruppo di controllo.

La notevole precisione del test risiede nel fatto che per ogni ciclo il DNA viene sequenziato ben trentamila volte, una caccia serrata ai flebili biomarcatori che appaiono quando si soffre di cancro ma la malattia è in una fase così precoce da essere asintomatica. “La sfida – ha sottolineato Velculescu – è stata sviluppare un test del sangue che potesse predire la presenza probabile di un tumore senza conoscere in partenza le mutazioni genetiche presenti nel singolo paziente”. I dettagli sul promettente test sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Science Translational Medicine.