Obesità infantile in calo del 13% in Italia. Per quanto si registrino ancora livelli preoccupanti è comunque una buona notizia. I rimedi esistono ma non sono molto popolari, richiedono una certa educazione alimentare, sacrifici e l'abbandono di stili di vita ormai consolidati. A fronte di questo troviamo numerose diete e tesi del tutto infondate, ma che promettono soluzioni senza sforzo. L'obesità da sempre è oggetto di bufale alimentari e notizie di cronaca gonfiate, o meglio, inventate di sana pianta. Abbiamo scelto le più gettonate in Rete.

Intolleranze alimentari e obesità.

Avevamo già trattato diverse volte le bufale alimentari, anche quelle legate alle allergie. Va messo in chiaro – per quanto possa sembrare scontato – che allergie alimentari, intolleranze e problemi di peso sono questioni totalmente diverse. A venirci incontro la stessa Società italiana di diabetologia (Sid), con un documento al quale hanno collaborato diverse altre associazioni realizzando un "position statement". Sono fioriti in questo periodo diverse tesi pseudo-mediche in base al quale l'aumento di peso sarebbe un sintomo dell'abuso di sostanze verso le quali abbiamo sviluppato una intolleranza. Segue così un vero e proprio mercato di prodotti dietetici, che promettono di far perdere peso su queste basi prive di riscontri scientifici. Presentano una strada più comoda e facile, mentre la "scomoda verità" è che l'unica soluzione consiste nel ridurre le calorie e fare attività fisica.

Il glutine fa ingrassare.

Tra le sostanze accusate di farci ingrassare il più bistrattato è il glutine. Avevamo già trattato della moda del gluten-free; a queste si lega inevitabilmente anche l'argomento attuale. Vale la pena citare la tipica narrazione che vorrebbe dimostrare gli effetti nefasti del glutine

Una delle caratteristiche chiave del glutine è che può assorbire l’acqua e gonfiarsi come un pallone, cosa che è alla base della lievitazione del pane. Ma potreste essere sorpresi da quanto il glutine sia realmente simile ad un pallone.

La dose fa il veleno. Stando alle leggi vigenti la quantità minima di glutine nella farina non deve superare il 7%. Sono diversi i fattori che ne determinano la concentrazione. Va ricordato che pur essendo una proteina si tratta di una sostanza sbilanciata, dal momento che è carente di un aminoacido chiamato lisina. In definitiva, al solito la dose fa il veleno. Seguire una dieta equilibrata come quella mediterranea non ci espone a rischi. Anche prodotti cari a vegani e vegetariani non sono certo carenti di glutine.

Le tesi indimostrate del China study. Il glutine come altre sostanze fa parte anche di uno studio oggi riconosciuto come totalmente infondato noto come China study, che avevamo avuto già modo di analizzare. Lo studio è considerato un punto di riferimento da parte di molte tesi pseudo-mediche e diete fai da te.

Tassa sugli obesi.

Potrebbe anche sembrare una buon idea, mentre se approfondiamo la riflessione ci accorgiamo che si sconfina verso l'intolleranza, stavolta "sociale" più che "alimentare". Una conoscenza di base del diritto dovrebbe essere sufficiente a capire che nei paesi democratici imporre una tassa basata sulla condizione fisica, sociale o razziale, difficilmente potrebbe essere considerata legale o in linea coi principi di una costituzione moderna. Eppure la notizia di una presunta "fat-tax" ha spopolato in Rete e capita sovente di ripescarla nei Social. A proporla sarebbe stato un certo deputato Alvaro Porfido. Di questa iniziativa non vi è traccia. Inoltre la fonte è un sito facente parte di una delle reti dedite al clickbait smascherate di recente.

Partorienti obese e neonati giganti.

Due bufale in particolare trattano il tema dell'obesità attraverso la cronaca immaginaria. Per la precisione parliamo di due partorienti obese che avrebbero dato alla luce bambini dotati di massa direttamente proporzionale alle madri. Un caso registrato a Perugia vede una donna di 300kg partorire un neonato di 40kg; un'altra bufala ambientata in Australia parla di una donna di 272kg che partorisce un bimbo di 18kg; sembrano più ragionevoli dei 40 del neonato perugino, ma restiamo sempre nell'ambito dell'assurdo. Il caso australiano quanto quello italiano hanno un fattore in comune: la foto correlata alla notizia; si vede sempre lo stesso neonato. Tutto si basa sulla distorsione di un fatto realmente accaduto riguardante la nascita di un bambino di 17 libre in Brasile, vale a dire l'equivalente di 8kg. Senza dubbio un record, che tuttavia non si avvicina nemmeno lontanamente alle cifre riportate dai due articoli citati. Del caso australiano si occuparono anche i colleghi di Snopes.