Il consumo di carne rossa, secondo un recente studio di osservazione condotto in Francia, in chi soffre di asma sarebbe collegato a un peggioramento della patologia. Com'è ampiamente noto, questo alimento è più volte finito nel mirino dei ricercatori per i potenziali rischi sulla salute, e non a caso nell'ottobre del 2015 l'Organizzazione Mondiale della Sanità l'ha persino inserito nell'elenco delle sostanze potenzialmente cancerogene in compagnia di alcool, fumo, diesel e del famigerato amianto. Più pericolosa nella cosiddetta forma lavorata, ovvero quando viene trasformata in hamburger, salsicce e insaccati vari, la carne rossa è principalmente associata all'insorgenza del tumore al colon-retto e a diverse patologie del sistema cardiocircolatorio, tuttavia non mancano altri effetti negativi sul nostro organismo, come dimostra la nuova ricerca pubblicata sulla rivista scientifica specializzata Thorax.

I ricercatori, un team internazionale formato da specialisti provenienti da vari istituti, estrapolando i dati statistici dallo studio EGEA (French Epidemiological study on the Genetics and Environment of Asthma) che ha coinvolto circa mille persone tra il 2003 e il 2013 in due differenti fasi, ha infatti verificato un legame tra il consumo di carne rossa e i sintomi della patologia respiratoria. I partecipanti, volontari con un'età media di 43 anni, hanno compilato questionari alimentari e hanno rilasciato dati relativi a potenziali fattori di rischio per l'asma, come l'indice di massa corporeo (BMI), il sesso, l'età, l'attività fisica regolare e il vizio del fumo. Il consumo medio di carne rossa è risultato essere di circa di 2,5 porzioni a settimana.

Tra la prima parte dell'indagine (2003-2007) e la seconda (2011-2013), chi soffriva d'asma e ha consumato più carne rossa ha indicato nei questionari un peggioramento dei sintomi, come il senso di costrizione toracica e la difficoltà nella respirazione. Tenendo presenti i fattori di rischio più importanti, i ricercatori hanno determinato che nel 20% dei casi il peggioramento era correlato proprio al consumo dell'alimento, inoltre le probabilità di avere sintomi più gravi è stato quantificato del 76% in chi consumava carni più lavorate rispetto a chi consumava meno porzioni in una settimana. Trattandosi di uno studio di osservazione esso non può fornire risposte definitive, tuttavia i risultati confermano quelli di altre indagini, dove era emerso un legame tra patologie respiratorie e il consumo della carne rossa.

[Foto di Romi]